Catanzaro celebra il 25 aprile: un tributo alla libertà e alla memoria
CATANZARO, 25 APR 2019 – Come ogni anno, anche il capoluogo calabrese ha reso omaggio al 25 aprile, data simbolo della Liberazione d’Italia dal nazifascismo. La ricAnche quest’anno il capoluogo calabrese ha celebrato con partecipazione e orgoglio il 25 aprile, giorno della Liberazione d’Italia. La ricorrenza, istituita come festa nazionale nel 1946, commemora la fine dell’occupazione nazista e del regime fascista, e rappresenta uno dei momenti più alti della storia repubblicana.
In Piazza Matteotti si è tenuta la tradizionale cerimonia commemorativa, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. L’evento, scandito dal suono dell’Inno di Mameli, ha visto la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti da parte dei rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti, in segno di gratitudine verso coloro che hanno sacrificato la vita per la libertà e la democrazia.
Il prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, nel suo intervento ha ricordato l’importanza di mantenere viva la memoria: “Il 25 aprile è un fatto storico che coinvolge un intero Paese e anche la Calabria. La cultura ci rende migliori e consapevoli – ha sottolineato – e da italiani dobbiamo essere orgogliosi di festeggiare insieme questo giorno.”
Ferrandino ha poi evidenziato come questa data rappresenti non solo la fine di un periodo oscuro, ma anche l’inizio di un cammino collettivo verso la libertà e la costruzione della Costituzione Italiana, fondata sui principi di uguaglianza, solidarietà e partecipazione democratica: “Queste date – ha aggiunto – sono importanti perché segnano la rinascita e il riscatto del popolo italiano. La nostra Carta costituzionale è l’esatto contrario di tutto ciò che rappresenta il fascismo.”
Le celebrazioni del 25 aprile non sono solo un atto di memoria, ma un rinnovato impegno civile. Ricordare la Resistenza significa difendere ogni giorno i valori della democrazia, del rispetto e della libertà. In un tempo di nuove sfide e divisioni, il messaggio che arriva da Catanzaro è chiaro: solo la memoria condivisa può tenere unito il Paese.

















