Alluvione in Calabria, vertice in Prefettura: istituzioni riunite mentre continua l’allerta
CATANZARO, 5 0TT 2018 – Un incontro ad alta tensione ma giudicato da molti osservatori un vertice “di facciata”, quello che si è tenuto nelle scorse ore presso la Prefettura di Catanzaro, convocato per fare il punto sull’ondata di maltempo che sta flagellando la Calabria. Attorno al tavolo erano presenti le più alte cariche istituzionali della regione: il capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, i sindaci dei comuni più colpiti e i presidenti delle Province interessate.
L’incontro è stato segnato dalla drammaticità dell’alluvione e degli eventi ancora in corso. Poche ore prima, Borrelli aveva compiuto un sopralluogo nell’area di San Pietro Lametino, frazione di Lamezia Terme, teatro della tragedia che ha scosso l’intera comunità calabrese: qui hanno perso la vita Stefania Signore e il piccolo Cristian, appena sette anni, travolti dall’acqua e dal fango. Il figlio minore, di soli due anni, risulta ancora disperso, e le ricerche proseguono senza sosta.
Nonostante la gravità della situazione, il capo della Protezione Civile ha dichiarato che “la situazione è sotto controllo”, pur invitando alla massima prudenza. “Non bisogna abbassare la guardia – ha spiegato – perché l’allerta rossa resterà in vigore fino a mezzanotte. Domani è prevista un’allerta di minore intensità, ma la perturbazione continua a insistere sul territorio”.
Borrelli ha poi confermato l’esistenza di smottamenti diffusi, danni alle infrastrutture e criticità lungo diverse arterie stradali: “Stiamo lavorando per ripristinare la viabilità. A Crotone alcune famiglie sono state evacuate per precauzione”. Il capo della Protezione Civile non ha nascosto il proprio rammarico per la tragedia di Lamezia: “La morte della madre e del bambino ci addolora profondamente, mentre continuiamo a cercare il piccolo disperso”.
Durante il vertice è intervenuto anche il presidente Oliverio, che ha annunciato l’intenzione della Giunta regionale di richiedere al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza, passo ritenuto indispensabile per ottenere risorse e mezzi straordinari.
Nonostante le rassicurazioni ufficiali, tra la popolazione cresce il malcontento: in molti denunciano ritardi, scarsa prevenzione e interventi definiti insufficienti. Un clima teso che rende evidente come, al di là dei vertici istituzionali, la Calabria continui a fare i conti con fragilità strutturali mai davvero affrontate.

















