La nascita del piccolo cervo italico segna un passaggio importante nel progetto di reintroduzione avviato nel Parco naturale regionale delle Serre per creare in Calabria una nuova popolazione della rara sottospecie
Il cervo italico ha fatto registrare nelle Serre il primo importante risultato del programma di reintroduzione avviato per riportare in Calabria una popolazione della rara sottospecie Cervus elaphus italicus. La presenza del nuovo nato è stata documentata attraverso una fototrappola, che ha immortalato una femmina trasferita dal Nord Italia insieme al proprio piccolo.
La nascita rappresenta un passaggio significativo per il progetto di rewilding, avviato nel 2023 con l’obiettivo di favorire la costituzione di una seconda popolazione di cervo italico al di fuori del suo principale nucleo storico, quello del Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara.
Il cervo della Mesola costituisce una popolazione faunistica particolarmente caratterizzata e rimasta per lungo tempo concentrata in un’area ristretta. Nel Bosco della Mesola sono presenti circa 300 esemplari e proprio l’isolamento della popolazione, insieme all’elevato livello di consanguineità, rappresenta una delle principali criticità per la sua conservazione.
Da questa esigenza nasce il programma di conservazione che ha portato all’avvio del trasferimento degli animali verso la Calabria. Il piano prevede l’arrivo nelle Serre di 60 esemplari nell’arco di tre anni, con l’obiettivo di creare progressivamente un nuovo nucleo stabile e autonomo.
A rendere possibile l’iniziativa è una collaborazione che riunisce WWF Italia, Parco naturale regionale delle Serre, Carabinieri Forestali e Università di Siena. Il percorso non si limita allo spostamento degli animali: dopo l’inserimento nell’area individuata, gli esemplari vengono sottoposti a un’attività di monitoraggio, indispensabile per seguirne l’adattamento e l’evoluzione della nuova popolazione.
A confermare la nascita è stata una fototrappola, strumento fondamentale per osservare gli animali senza interferire con la loro presenza nell’ambiente naturale. Le immagini hanno mostrato la femmina identificata con la sigla F14, trasferita dal Nord Italia, mentre si muoveva insieme al cucciolo.

















