Calunnie e falsi esposti: l’ex sindaco di Cessaniti Mazzeo a processo
VIBO VALENTIA, 23 MAR 2025 – La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha richiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per Francesco Mazzeo, 44 anni, ex sindaco di Cessaniti. L’ex primo cittadino sarebbe il presunto autore di numerosi esposti anonimi contenenti false accuse rivolte a figure istituzionali, tra cui sacerdoti della Diocesi di Mileto. Secondo gli inquirenti, tali atti sarebbero stati finalizzati a screditare le vittime e ostacolare il loro operato.
L’indagine, condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Vibo Valentia, ha richiesto l’impiego di sofisticate tecniche di digital forensics. Gli specialisti hanno analizzato una vasta mole di dati digitali, conservati su dispositivi protetti da avanzati sistemi di crittografia end-to-end. Nonostante i tentativi di eliminazione remota dei file da parte dell’indagato, gli investigatori sono riusciti a recuperare e preservare integralmente le prove digitali.
I fatti contestati
Le accuse mosse a Mazzeo delineano un quadro allarmante, caratterizzato dall’uso sistematico di identità fittizie per colpire funzionari pubblici e altre figure di rilievo. Tra gli episodi principali emersi dall’inchiesta:
- False accuse ai vertici comunali: Un esposto anonimo avrebbe accusato il Commissario straordinario di Cessaniti, Sergio Raimondo, e due segretarie comunali di falsificare documenti ufficiali.
- Denuncia infondata di corruzione: Un altro esposto, firmato con un nome fittizio, avrebbe insinuato che funzionari dell’ASP di Vibo Valentia avessero pilotato un concorso pubblico in cambio di denaro.
- Falsi legami con la criminalità organizzata: L’ex sindaco avrebbe redatto documenti anonimi per insinuare inesistenti connessioni tra il Commissario prefettizio e ambienti della ‘ndrangheta.
- Attacchi al clero: Diversi sacerdoti sarebbero stati oggetto di accuse infondate riguardanti presunti interessi economici legati alle attività parrocchiali e alle feste patronali.
- Diffamazione delle forze dell’ordine: Un ulteriore esposto anonimo avrebbe insinuato che alcuni agenti e ufficiali dei Carabinieri fossero collusi con attività illecite.
L’esito delle indagini
Le operazioni investigative hanno messo in luce l’elevata competenza dei militari dell’Arma nel settore della cyber investigation, consentendo di raccogliere prove determinanti contro l’ex sindaco. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Mazzeo per calunnia aggravata, sostituzione di persona e diffamazione. I reati contestati sarebbero stati pianificati in modo sistematico, con l’obiettivo di minare la credibilità delle persone coinvolte.
Va ricordato che, fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, la persona indagata è da ritenersi innocente.


















