Giustizia a due tempi: prima il sequestro, poi l’annullamento del Riesame
SOVERATO, 3 NOV 2025 – UNei mesi scorsi la Guardia di Finanza di Soverato aveva eseguito un controllo in un negozio compro oro rilevando irregolarità legate alla normativa antiriciclaggio e all’assenza dell’iscrizione obbligatoria all’OAM, l’Organismo che gestisce gli elenchi degli operatori autorizzati. Durante l’ispezione era stata riscontrata, secondo gli investigatori, la mancata identificazione della clientela e la mancata registrazione dei preziosi in ingresso, con il rinvenimento di circa 4 kg di gioielli usati, molti dei quali con pietre di pregio, e circa 6mila euro in contanti.
Il materiale era stato sottoposto a sequestro e il titolare dell’esercizio era stato iscritto nel registro degli indagati per esercizio abusivo dell’attività e ricettazione. Fin da subito, tuttavia, la difesa aveva contestato la ricostruzione accusatoria, rivendicando la regolarità dell’operato e la tracciabilità della merce.
Nel frattempo, in un procedimento connesso davanti al Tribunale del Riesame di Catanzaro, relativo a un sequestro per equivalente di circa mezzo milione di euro ipotizzato quale profitto di una presunta evasione fiscale, i giudici hanno accolto le argomentazioni difensive della società, annullando il provvedimento cautelare. La difesa — rappresentata dall’avvocato Maria Jiritano con il consulente Gioacchino Muleo — ha evidenziato l’assenza di una evasione per le annualità contestate e plurime violazioni procedurali. Dopo ampia discussione, il Tribunale ha disposto la restituzione delle somme.
La vicenda giudiziaria resta in evoluzione. Le indagini sulle contestazioni originarie sono ancora in corso e, come previsto dall’ordinamento, l’indagato gode della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Ultimo aggiornamento: oggi, 3 novembre 2025, ore 11:33


















