Concessioni balneari, 19 Comuni fanno squadra

Spiaggia di Caminia
Spiaggia di Caminia (è una delle spiagge più belle della Calabria ionica sul Golfo di Squillace, denominata Costa dei Saraceni o degli Aranci)

I Comuni costieri abruzzesi chiedono regole nazionali più chiare, criteri uniformi e maggiori tutele per gli enti locali e le imprese balneari. Un confronto che interessa anche le altre regioni costiere, Calabria compresa.

Diciannove Comuni costieri abruzzesi fanno fronte comune sul futuro delle concessioni demaniali marittime. L’obiettivo è affrontare con una posizione condivisa le difficoltà legate alle procedure di affidamento delle spiagge, chiedendo regole più chiare e strumenti adeguati per amministrazioni e operatori turistici.

Il confronto si è svolto a Francavilla al Mare nell’ambito del coordinamento promosso da ANCI Abruzzo, con la partecipazione di amministratori, dirigenti e funzionari. Al centro dei lavori il quadro normativo nazionale, il bando-tipo previsto dalla legge 118/2022 e il rapporto tra le disposizioni statali, regionali e comunali.

Regole uniformi e sostegno ai Comuni

Tra le richieste principali figura la definizione di criteri tecnici nazionali uniformi per accertare la scarsità della risorsa naturale, evitando interpretazioni differenti da un Comune all’altro.

I partecipanti hanno affrontato anche il tema degli indennizzi per i concessionari uscenti, della continuità dei servizi sulle spiagge e dei costi che gli enti devono sostenere per gestire le procedure. ANCI Abruzzo chiede inoltre risorse economiche adeguate e strumenti di assistenza tecnica e legale per le amministrazioni locali.

Un confronto che interessa anche la Calabria

La questione delle concessioni balneari riguarda da vicino anche la Calabria, regione con un esteso litorale e un comparto turistico legato in larga parte alle attività costiere.

L’esperienza abruzzese mostra come il coordinamento tra Comuni possa diventare uno strumento per condividere competenze e presentare richieste comuni alle istituzioni nazionali. Resta naturalmente alle singole amministrazioni la responsabilità delle procedure, nel rispetto delle norme vigenti.

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