Traffico illecito rifiuti in Calabria: ecco gli arrestati (VIDEO)

Smantellato un sistema criminale che gestiva lo smaltimento illegale di rifiuti, anche pericolosi, tra Lamezia Terme e il Nord Italia. Sequestrate due società coinvolte nel traffico ambientale

Nelle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Catanzaro e il Commissariato di Polizia di Lamezia Terme, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze di custodia cautelare a carico di 20 persone. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

L’operazione è il risultato di un’indagine complessa e articolata, diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Capomolla e dai Sostituti Procuratori Elio Romano e Corrado Cubellotti per la DDA di Catanzaro, e dal Procuratore Salvatore Curcio e dal Sostituto Procuratore Marica Brucci per la Procura di Lamezia Terme.

La scoperta della discarica abusiva

L’inchiesta è partita dal ritrovamento di una discarica abusiva in località Bagni di Lamezia Terme, dove diversi autocarri erano stati visti sversare rifiuti che, secondo i documenti, avrebbero dovuto essere trasferiti in impianti di stoccaggio autorizzati del Nord Italia. Di fatto, però, quei siti non venivano utilizzati, e i materiali — anche pericolosi — finivano illegalmente in Calabria.

Le indagini, supportate da intercettazioni e pedinamenti, hanno permesso di ricostruire l’esistenza di un sistema criminale strutturato, guidato da Maurizio Antonio Bova e Angelo Romanello, che gestivano l’intera filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti attraverso due società: la ECO LO.DA di Gizzeria (CZ) e la CRM di Dozza (BO). Entrambe le aziende sono state sottoposte a sequestro preventivo.

Rifiuti pericolosi e corsi d’acqua contaminati

Le analisi effettuate nei siti di località Bagni e San Sidero, dove venivano sversati i materiali, hanno rivelato la presenza di rifiuti speciali e pericolosi, tra cui farmaci scaduti provenienti da una società campana. Le aree interessate si trovano in prossimità di corsi d’acqua, con conseguente rischio di contaminazione ambientale per il territorio lametino.

L’operazione su scala nazionale

L’esecuzione dei provvedimenti ha coinvolto le Squadre Mobili di Milano, Varese, Como, Torino, Bologna, Salerno e Benevento, a testimonianza della portata interregionale del traffico illecito.

Le misure cautelari

Sono state disposte otto custodie cautelari in carcere, sette arresti domiciliari e cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

In carcere:

  • Maurizio Antonio Bova (’78)
  • Angelo Romanello (’84)
  • Assunta Villella (’74)
  • Giuseppe Parisi (’73)
  • Giuseppe Liparota (’59)
  • Gianfranco Liparota (’84)
  • Felice Antonio Liparota (’83)
  • Felice Gabriele (’63)

Ai domiciliari:

  • Domenico Antonio Sacco (’94)
  • Sarina Parisi (’61)
  • Francesco Parisi (’71)
  • Michelina Imparato (’70)
  • Matteo Molinari (’83)
  • Pasquale Gabriele (’91)
  • Giuseppe Leto (’58)

Obbligo di presentazione alla P.G.:

  • Domenico Bernardo (’74)
  • Tommaso Galati (’78)
  • Ferdinando Benincasa (’77)
  • Angelo Mancuso (’61)
  • Gennaro Battipaglia (’51)

L’inchiesta conferma ancora una volta l’attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine calabresi verso la tutela dell’ambiente e il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla gestione illegale dei rifiuti, mettendo a rischio la salute pubblica e l’equilibrio del territorio..