COSENZA, 16 GIU 2018 – Non attentati estorsivi, ma il tassello finale di una truffa assicurativa. È questo lo scenario che emerge dalle indagini dei carabinieri sui due incendi che, nella notte del 19 maggio, hanno devastato altrettanti bar molto frequentati nel centro di Cosenza.
Questa mattina è stato arrestato Gianfranco Parise, 62 anni, titolare dei locali coinvolti: il “Bilotti Food and Drink” di via Caloprese e “Il Chiosco” di via Tommaso Aceto. L’uomo è accusato di incendio e truffa assicurativa, in concorso con un complice ancora da identificare, e si trova ora nel carcere di Cosenza. Parise aveva già ricevuto un avviso di garanzia nelle scorse settimane.
Le indagini hanno portato gli inquirenti a escludere sin da subito la pista del racket. Al contrario, è emerso che il sistema d’allarme dei locali non era stato attivato e che l’imprenditore aveva stipulato da poco una polizza assicurativa. Non solo: nel pomeriggio precedente agli incendi, dal Bilotti erano stati rimossi diversi arredi, come se qualcuno avesse voluto limitare i danni.
Scene eloquenti anche nei luoghi degli attentati. Nel chiosco di via Aceto i carabinieri hanno trovato bottiglie piene di benzina; poco lontano dal bar di via Caloprese è stato rinvenuto un giubbino bruciato, contenente accendini dello stesso tipo venduto nei locali. Le immagini della videosorveglianza hanno poi confermato che quel giubbino era indossato dall’autore dell’incendio al momento dell’esplosione. L’uomo, probabilmente tornato sul posto per verificare che l’innesco fosse partito, è stato travolto dallo scoppio mentre si trovava ancora sulla porta del bar e scaraventato a diversi metri di distanza.
Secondo quanto trapela, le indagini – supportate dalle analisi del RIS di Messina – sarebbero ormai vicine alla conclusione, con l’imminente identificazione dell’esecutore materiale.
L’arresto di Parise è avvenuto nella sua abitazione. L’imprenditore è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo ha definito la vicenda «di estrema gravità», sottolineando come solo il caso abbia impedito che l’esplosione provocasse vittime: «L’esecutore materiale è stato fortunato a limitare i danni. Da subito sono emersi elementi poco convincenti. Un dato fondamentale è che chi ha eseguito l’attentato aveva le chiavi del locale».
Spagnuolo ha poi aggiunto: «L’unica persona ad avere le chiavi era il proprietario. Da questo dato si è sviluppata l’indagine. Siamo in grado di ricostruire con precisione ciò che è accaduto: l’esecutore entra con le chiavi, cosparge il locale di benzina ed esce. Poiché l’innesco non funziona, rientra e lo aziona di nuovo. Pochi istanti dopo avviene l’esplosione, che lo proietta per quindici metri. Le immagini mostrano l’uomo mentre fugge con il giubbotto in fiamme. In tempi brevi avremo anche l’identità dell’esecutore, certamente diversa da quella del mandante».

















