Operazione contro il caporalato ad Amantea: due fratelli arrestati per sfruttamento dei lavoratori
PAOLA (CS), 22 SETT 2017 – Due fratelli sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Paola nell’ambito di una vasta operazione contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori migranti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, ha rivelato un sistema di lavoro in nero e condizioni di estrema degradazione in un’azienda agricola locale.
Le indagini, condotte dai carabinieri di Amantea, hanno permesso di scoprire come i rifugiati venissero prelevati vicino al centro di accoglienza ‘Ninfa Marina’, su una strada parallela, e trasportati con un furgone presso l’azienda agricola. In conferenza stampa, il comandante della Compagnia di Paola, Giordano Tognoni, ha spiegato che i lavoratori erano soggetti a una stretta sorveglianza da parte dei due fratelli, i quali per prevenire ogni forma di ribellione millantavano conoscenze con le forze dell’ordine.
I lavoratori impiegati provenivano non solo dall’Africa, ma anche dalla Romania e dall’India, e venivano sottoposti a una paga discriminatoria in base al colore della pelle: i lavoratori “bianchi” percepivano 35 euro al giorno, mentre gli altri solo 25. Oltre allo sfruttamento economico, le condizioni di lavoro erano umilianti e degradanti, una situazione che ha scatenato l’indignazione degli inquirenti.
A seguito delle indagini, i carabinieri hanno sequestrato l’azienda e altri beni dei fratelli per un valore complessivo di circa due milioni di euro. Il reato contestato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, che prevede pene fino a sei anni di reclusione e una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato illegalmente.
I provvedimenti restrittivi sono stati disposti dal GIP del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta della Procura, e rappresentano un segnale chiaro nella lotta contro lo sfruttamento dei rifugiati nei centri di accoglienza e nel settore agricolo. L’operazione evidenzia ancora una volta come la tutela dei diritti dei lavoratori migranti sia un nodo cruciale nel contrasto al caporalato e alle pratiche discriminatorie in Italia.


















