Cosenza, maxi-operazione della Guardia di Finanza: 14 indagati per corruzione e turbativa d’asta
COSENZA, 5 NOV 2018 – Oltre 100 militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Cosenza sono impegnati dalle prime ore dell’alba nell’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare personale e di un Decreto di sequestro preventivo, emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Paola, dott.ssa Maria Grazia Elia, su richiesta del Procuratore Capo della Repubblica, dott. Pierpaolo Bruni, e dei sostituti dott. Antonio Lepre e dott.ssa Teresa Valeria Grieco.
Le misure riguardano 14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o promettere, peculato, turbativa d’asta e falso ideologico.
Corruzione e tentata concussione nei Comuni di Fuscaldo e Cosenza
Tra gli indagati figurano il Sindaco, il Vice Sindaco-Assessore e un altro Assessore del Comune di Fuscaldo (CS), insieme a un funzionario pubblico, imprenditori, un professionista e altri soggetti. Le indagini, condotte dalla Compagnia Guardia di Finanza di Paola, sotto la direzione del Procuratore dott. Pierpaolo Bruni, hanno riguardato la gestione di appalti pubblici e affidamenti diretti dei Comuni di Fuscaldo e Cosenza per lavori, servizi e forniture per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro.
Un elemento chiave che collega i due enti locali è un funzionario dipendente a tempo indeterminato presso il Comune di Cosenza, autorizzato a svolgere part-time le funzioni di Responsabile di Settore anche presso il Comune di Fuscaldo.
Un sistema corruttivo radicato negli enti locali
Le indagini hanno portato alla luce un “collaudato sistema corruttivo e di collusioni nella gestione della cosa pubblica”, alimentato da condotte illecite di pubblici ufficiali e imprenditori. Le turbative delle gare pubbliche sono state accertate tramite complesse attività investigative, che hanno incluso:
- Analisi di documentazione cartacea e informatica (oltre 26 supporti, tra PC, tablet e telefoni);
- Assunzione di dichiarazioni testimoniali;
- Indagini finanziarie e patrimoniali.
Per ogni gara, i Finanzieri hanno ricostruito accordi clandestini e collusioni tra soggetti pubblici e privati, nonché i mezzi fraudolenti utilizzati per l’assegnazione illecita di lavori e servizi, in violazione del Codice degli Appalti.
Dazioni e favori illeciti
Le indagini hanno documentato che atti contrari ai doveri d’ufficio o omissioni di atti dovuti venivano retribuiti con promesse illecite o utilità, tra cui:
- Incarichi professionali;
- Assunzioni di lavoratori;
- Utilizzo gratuito di strutture alberghiere;
- Trasferimenti di sede di lavoro di pubblici dipendenti;
- Altri doni e favori.
I rapporti tra pubblici ufficiali e imprenditori hanno mostrato una “funzione pubblica spogliata della sua reale natura”, piegata al perseguimento di interessi privati a discapito del bene comune. La commistione di ruoli ha creato una confusione tra interessi pubblici e privati.
Le gare pubbliche sotto accusa
Tra le principali gare e affidamenti oggetto di indagine:
- Gestione del depuratore comunale di Fuscaldo – oltre €1.000.000;
- Ripristino del Lungomare di Fuscaldo – €236.000;
- Servizio di raccolta e conferimento rifiuti di Fuscaldo – €4.000.000;
- Servizio di pulizia spiagge – €16.550;
- Completamento della chiesa San Domenico di Cosenza – €1.920.000;
- Miglioramento efficienza energetica Teatro Rendano di Cosenza – €90.000;
- Acquisto di un personal computer dal Comune di Cosenza, appropriato da un pubblico ufficiale – €1.337.
È stato disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 215 mila euro e, per due società, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per un anno. Complessivamente risultano 20 persone indagate.
Un’azione per la legalità e la trasparenza
L’indagine si inserisce nella lotta alla corruzione e alle indebite accumulazioni patrimoniali, a tutela del buon andamento della Pubblica Amministrazione, dei cittadini, degli imprenditori e dei professionisti onesti, nonché della libera concorrenza tra imprese. L’operazione rappresenta un esempio della sinergia tra Procura di Paola e Guardia di Finanza di Paola per garantire trasparenza e legalità nella gestione dei beni pubblici.

















