Crotone, a giudizio un 39enne per presunti maltrattamenti alla compagna

Violenza sulle donne
Violenza di genere

Maltrattamenti e presunte violenze ai danni della compagna: a Crotone disposto il giudizio immediato per un 39enne, accusato di aver sottoposto la donna a continue vessazioni fisiche e psicologiche anche davanti al figlio minore

Un 39enne, originario di Catanzaro ma residente nel Crotonese, dovrà affrontare il processo con il rito del giudizio immediato nell’ambito di un’inchiesta che lo vede accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna. Secondo la ricostruzione della procura, la donna sarebbe stata vittima per lungo tempo di violenze, intimidazioni e comportamenti persecutori che l’avrebbero infine costretta a lasciare l’abitazione familiare per rifugiarsi dai propri genitori.

L’impianto accusatorio descrive un contesto caratterizzato da continue vessazioni verbali e psicologiche, aggravate dalla presenza del figlio minorenne. Gli investigatori contestano all’uomo un atteggiamento fortemente possessivo e aggressivo, fatto di controlli costanti, minacce e tensioni che, in più occasioni, sarebbero sfociate in aggressioni fisiche.

Tra gli episodi finiti al centro dell’indagine figurano litigi frequenti, percosse, insulti, messaggi dal contenuto intimidatorio e persino presunte frustate. La donna, sempre secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe evitato di denunciare i fatti nell’intento di preservare l’equilibrio familiare, fino a quando la situazione non sarebbe diventata insostenibile.

Le contestazioni comprendono anche presunti inviti rivolti alla compagna affinché lasciasse l’abitazione insieme al figlio, elementi che gli inquirenti ritengono rilevanti nel delineare il quadro accusatorio.

Sulla base del materiale raccolto durante le indagini, la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, ritenendo le prove sufficienti per evitare l’udienza preliminare. L’uomo è assistito dagli avvocati Fabrizio Salviati, del Foro di Crotone, e Stefano Nimpo, del Foro di Catanzaro.

Sarà ora il Tribunale a esaminare le accuse e gli elementi raccolti nel corso dell’inchiesta, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, che resta valido fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.