Crotone, scandalo del Tfa: rivelazioni, soldi e un nuovo arresto

test d'ingresso, medicina
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Risposte ai test comprate fino a 5mila euro: l’inchiesta svela un sistema di corruzione e segreti d’ufficio che coinvolge docenti, dirigenti scolastici e intermediari, con misure interdittive fino al 2026

L’indagine sui presunti illeciti legati alle risposte anticipate del TFA sostegno si allarga, coinvolgendo nuove figure del mondo scolastico crotonese.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 64enne, già docente e dipendente del MIUR, oggi collegato alle attività formative dell’università telematica eCampus. Per altre due persone, entrambe insegnanti, è stata disposta la sospensione dall’esercizio dell’attività didattica fino alla fine dell’anno scolastico 2025-2026.

Il provvedimento, firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura, diretta da Domenico Guarascio, riguarda accuse che spaziano dalla corruzione alla rivelazione di segreti d’ufficio, dalla truffa al falso ideologico.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ex docente 64enne avrebbe fatto da intermediario in un sistema che garantiva, a pagamento, l’accesso anticipato alle risposte dei test preselettivi del TFA sostegno banditi dalla Link Campus University per l’anno accademico 2021-2022. La cifra richiesta ai candidati sarebbe stata fino a 5.000 euro.

Le risposte, considerate informazioni riservate, sarebbero state ottenute tramite un pubblico ufficiale non ancora identificato, per poi essere consegnate ai concorrenti tramite due altri soggetti: una ex dirigente scolastica di 69 anni e la responsabile eCampus di Crotone, 40 anni.

L’inchiesta coinvolge anche l’Istituto d’Istruzione Superiore Pertini–Santoni, dove due docenti, di 52 e 64 anni, sono state raggiunte dalla misura interdittiva. Le accuse riguardano falsi atti nella selezione di 25 educatori professionali destinati a un progetto di sostegno per studenti con disabilità. Secondo gli investigatori, sarebbero stati attestati candidati mai arrivati, punteggi non verificati e valutazioni concordate per favorire specifici candidati.

Una delle docenti è inoltre accusata di aver omesso controlli organizzativi, permettendo a un’insegnante – figlia dell’allora dirigente scolastica – di risultare presente al lavoro nonostante le assenze e di percepire stipendi non dovuti.

L’altra docente, vicaria della dirigente, è indagata anche per concussione: avrebbe esercitato pressioni sui commissari d’esame per garantire la promozione forzata di un candidato agli esami integrativi, paventando ripercussioni sull’autorizzazione a svolgere la libera professione.

Tutte le persone coinvolte devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, secondo il principio di presunzione di innocenza.