Davoli, sequestrato un tratto del lungomare: accertamenti sui lavori dopo il ciclone

Carabinieri Davoli
Carabinieri Davoli

Oltre 750 metri del lungomare sul litorale di Davoli sono stati sottoposti a sequestro preventivo dai Carabinieri del Noe e dai Forestali nell’ambito di un’indagine avviata dopo un esposto dell’opposizione sulla gestione dei materiali di risulta

Un tratto di oltre 750 metri del lungomare di Davoli, in provincia di Catanzaro, è stato sottoposto a sequestro preventivo dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) e dai Carabinieri Forestali. La notizia, riportata da SoveratoWeb, riguarda gli accertamenti avviati sui lavori di ripristino della fascia costiera danneggiata dal ciclone Harry.

L’indagine nasce da un esposto presentato da quattro consiglieri comunali di opposizione: il capogruppo di “Davoli libera” Vittorio Procopio, insieme a Sabrina Codispoti, Domenico Apicella e Andrea Timpano. Nella segnalazione sarebbero state evidenziate presunte irregolarità sotto il profilo ambientale e possibili violazioni delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Gli accertamenti riguardano in particolare l’intervento destinato a ripristinare la passeggiata e la fascia litoranea dopo i danni provocati dal ciclone. Il progetto prevede una spesa di 250 mila euro; i lavori sono stati affidati alla Sgromo Costruzioni srl di Maida, con un importo contrattuale superiore a 203 mila euro.

Tra gli elementi segnalati nell’esposto figura la gestione del materiale prodotto durante le lavorazioni. Secondo quanto riportato da SoveratoWeb, nell’area interessata sarebbero rimasti materiali derivanti dalle demolizioni, rifiuti e macerie, tra cui cemento, mattoni in cotto e armature metalliche arrugginite.

I materiali sarebbero stati individuati anche nella scarpata utilizzata come sostegno della nuova pavimentazione. Un ulteriore aspetto sottoposto all’attenzione degli investigatori riguarda la possibilità che una parte dei residui sia stata successivamente ricoperta dalla sabbia.

Secondo quanto segnalato, il rischio ipotizzato è che mareggiate e precipitazioni possano movimentare questi materiali e trascinarli verso il mare. Gli accertamenti dovranno ora fare luce sulla gestione dei materiali e sulle modalità con cui sono stati eseguiti gli interventi di ripristino del tratto interessato.