Soccorre un’auto sull’A2 e viene travolta: dottoressa lotta per la vita

Ambulanza
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Dottoressa investita sull’A2 mentre soccorre un automobilista: è in terapia intensiva

REGGIO CALABRIA, 28 OTT 2025 – Un gesto di eroismo che poteva costare la vita. È accaduto ieri sull’autostrada A2, tra gli svincoli di Gallico e Campo Calabro, quando la dottoressa Angela Mirto, in servizio all’Asp di Vibo Valentia, è stata investita mentre cercava di soccorrere un automobilista rimasto in panne dopo un testacoda.

La dottoressa viaggiava insieme alla collega oculista Lidia Idone quando si è accorta dell’incidente dell’auto che la precedeva. Senza esitazione, è scesa dal proprio veicolo per prestare aiuto, ma in quel momento un’altra auto l’ha travolta. Immediatamente soccorsa, Angela Mirto è stata trasportata in ambulanza al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove è attualmente ricoverata nel reparto di Rianimazione. I medici stanno seguendo costantemente le sue condizioni, caratterizzate da un grave trauma cranico, che la pone purtroppo in pericolo di vita.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria ha espresso “profonda stima e commozione per il gesto eroico della collega”, definendolo “la più alta espressione del giuramento e dei valori che ispirano la nostra professione”. Il presidente Pasquale Veneziano ha sottolineato come, “in un momento di pericolo, la dottoressa Mirto abbia anteposto il dovere etico alla propria sicurezza, intervenendo per salvare una vita”.

Secondo il direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione, Sebastiano Macheda, le condizioni della dottoressa sono stabili, grazie all’assistenza di un’équipe multidisciplinare che monitora costantemente ogni parametro vitale. Anche i colleghi che lavorano con lei sottolineano la sua professionalità e umanità: “Il suo gesto non sorprende chi ha avuto modo di conoscerla – ha dichiarato Marco Tescione, dirigente medico dell’Unità operativa Tia –. È la dimostrazione tangibile di cosa significhi essere medico, nella più autentica accezione del termine”.