Questa mattina l’Etna si mostra dalla costa calabrese, con bagliori di lava e colate incandescenti visibili nitidamente dallo Stretto di Messina
L’Etna torna a farsi sentire con una nuova e intensa fase eruttiva che ha illuminato il cielo sopra la Sicilia orientale. Nel tardo pomeriggio e in serata di sabato 27 dicembre, il vulcano più alto e attivo d’Europa ha registrato una ripresa significativa dell’attività esplosiva, in particolare al cratere di Nord-Est, uno dei più dinamici del complesso sommitale.
Secondo quanto comunicato dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’attività è aumentata in maniera molto rapida nel primo pomeriggio. Intorno alle 15:15 si è verificato un episodio di fontana di lava che ha interrotto alcune ore di relativa calma. I getti incandescenti hanno raggiunto altezze comprese tra i 300 e i 400 metri, accompagnati dalla formazione di una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico. La nube si è innalzata per diversi chilometri sopra la cima dell’Etna, per poi essere spinta dai venti dominanti verso ovest.
Dopo una breve pausa, in serata l’attività è tornata ad intensificarsi. Alle 18:48 è ripresa una serie di forti esplosioni dal cratere di Nord-Est, con il lancio di materiale piroclastico grossolano che ha ricoperto l’intero cono e si è spinto ben oltre la sua base. Contemporaneamente, gli esperti hanno osservato un aumento dell’attività anche alla bocca eruttiva situata sull’alto fianco del cratere Voragine, indicando una fase complessa del fenomeno vulcanico.
Alla luce di questi sviluppi, la Protezione civile ha deciso di innalzare il livello di allerta da verde a giallo, una misura precauzionale necessaria soprattutto per la sicurezza del traffico aereo, a causa della possibile dispersione di cenere vulcanica in atmosfera.
L’attuale fase eruttiva conferma ancora una volta il comportamento definito dagli esperti “stop and go”, che rende l’Etna imprevedibile. Fasi di apparente calma possono essere interrotte improvvisamente da episodi violenti, come quelli registrati nelle ultime ore. Intanto, lo spettacolo naturale delle colate e delle esplosioni continua ad attirare l’attenzione di studiosi e cittadini, ricordando la potenza e la vitalità di uno dei vulcani più monitorati e affascinanti del mondo.
Bagliori di lava dell’Etna osservabili dalla Calabria
Questa mattina, con una giornata limpida, l’Etna in eruzione si vede chiaramente dalla Calabria. Il vulcano è visibile soprattutto dalla costa ionica, con punti privilegiati come Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Scilla e Bagnara Calabra, ma anche dalle zone più elevate dell’Aspromonte. Grazie alla vicinanza attraverso lo Stretto di Messina, i bagliori delle fontane di lava e le colate incandescenti si scorgono nitidamente, regalando uno spettacolo naturale straordinario per chiunque si trovi in queste località.


















