Giovanni Falcone, la sua lezione torna al centro del dibattito a Torre Sant’Antonio

Giovanni Falcone, la sua lezione torna al centro del dibattito a Torre Sant’Antonio
Giovanni Falcone, la sua lezione torna al centro del dibattito a Torre Sant’Antonio

Il 28 agosto Claudio Martelli presenta il libro dedicato a Giovanni Falcone nella decima edizione di “Uno sguardo dalla Torre”: con lui Wanda Ferro, il sindaco Francesco Severino e il giornalista Marcello Barillà per un incontro tra memoria delle stragi, responsabilità istituzionali e attualità della lotta alla criminalità organizzata

A oltre trent’anni dalle stragi mafiose del 1992, la figura di Giovanni Falcone torna al centro di una riflessione che guarda al passato, ma soprattutto alle responsabilità del presente. Venerdì 28 agosto, alle 19.30, Torre Sant’Antonio (CZ) ospiterà infatti la presentazione di Vita e persecuzione di Giovanni Falcone, il libro di Claudio Martelli, nell’ambito della decima edizione della rassegna “Uno sguardo dalla Torre”.

L’appuntamento non sarà soltanto un’occasione per ripercorrere la vicenda umana e professionale del magistrato ucciso a Capaci. La presenza di Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato all’Interno, aggiunge infatti alla serata una prospettiva direttamente legata alle istituzioni contemporanee e al loro rapporto con i temi della legalità, della sicurezza e del contrasto alla criminalità organizzata.

Martelli, che negli anni in cui Falcone operò ai vertici della lotta alla mafia ricopriva un ruolo centrale nella politica italiana, porterà sul palco una testimonianza maturata all’interno di quella stagione e una lettura particolarmente attenta alle difficoltà incontrate dal magistrato nel suo percorso. Il libro diventa così il punto di partenza per tornare su una delle pagine più dolorose della storia repubblicana.

La vicenda di Falcone continua infatti a interrogare le istituzioni anche dopo la sua morte. Il tema non riguarda soltanto la capacità dello Stato di combattere Cosa Nostra, ma anche quella di riconoscere, sostenere e proteggere chi, dall’interno delle istituzioni, individua per tempo la portata di una minaccia.

È proprio questo uno degli interrogativi che attraverserà la serata: quanto è cambiato il rapporto tra apparati dello Stato, magistratura e lotta alla criminalità organizzata dopo le stragi? E soprattutto, le istituzioni contemporanee sarebbero oggi in grado di evitare l’isolamento di un magistrato impegnato su un fronte analogo a quello affrontato da Falcone?

Il confronto, dunque, partirà dalla memoria per arrivare all’attualità. La distanza politica e istituzionale tra i protagonisti potrà contribuire a rendere ancora più articolata la discussione, riportando al centro questioni che non appartengono a un singolo schieramento: la credibilità dello Stato, la tutela di chi combatte la criminalità e la responsabilità delle istituzioni.

Ad aprire l’iniziativa sarà il saluto istituzionale del sindaco Francesco Severino. Successivamente Claudio Martelli presenterà il volume, ripercorrendo la parabola di Falcone e il contesto nel quale maturarono alcune delle scelte più importanti della sua carriera.

A condurre il dialogo sarà il giornalista e scrittore Marcello Barillà, che accompagnerà la conversazione tra ricostruzione storica e interrogativi contemporanei. Il confronto offrirà l’occasione per affrontare anche gli aspetti più controversi della vicenda di Falcone: dalle difficoltà incontrate nel suo lavoro alla solitudine istituzionale, fino alle conseguenze che quella esperienza ha lasciato nella cultura della lotta alla mafia.

A più di tre decenni da Capaci e via D’Amelio, parlare di Falcone significa quindi interrogarsi non soltanto su ciò che è accaduto, ma su ciò che quelle morti hanno modificato. La memoria rischia di rimanere una celebrazione se non viene accompagnata da una verifica concreta delle responsabilità e delle trasformazioni avvenute nel frattempo.