Condanna definitiva, seppur con una riduzione della pena, per l’ex sindaco di Reggio Calabria ed ex presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. La vicenda giudiziaria, una delle più rilevanti degli ultimi anni nella storia amministrativa della città dello Stretto, si è conclusa davanti alla quinta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha messo la parola fine al cosiddetto “caso Fallara”, dal nome dell’ex dirigente comunale al Bilancio, Orsola Fallara, tragicamente scomparsa dopo essersi tolta la vita ingerendo acido muriatico.
La Suprema Corte ha rivisto la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria il 22 dicembre 2016, che aveva condannato Scopelliti a cinque anni di reclusione per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, reati legati agli ammanchi nei bilanci comunali tra il 2008 e il 2010. In particolare, i giudici di legittimità hanno dichiarato prescritto il reato di abuso d’ufficio, determinando così una riduzione della pena complessiva di cinque mesi.
Alla luce di questa decisione, Giuseppe Scopelliti è stato condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in atto pubblico, reato commesso durante il suo mandato da sindaco di Reggio Calabria. La sentenza definitiva è arrivata oggi, 4 aprile 2018, sancendo un passaggio cruciale nella lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la politica calabrese.
Non solo carcere: la Cassazione ha anche modificato le pene accessorie. Nei precedenti gradi di giudizio, infatti, all’ex governatore era stata inflitta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, una misura particolarmente afflittiva. I giudici supremi hanno invece stabilito una interdizione temporanea della durata di cinque anni, attenuando così le conseguenze sul piano dei diritti politici e civili.
Scopelliti, che ha guidato la Regione Calabria dal 2010 al 2014, si dimise da presidente della Regione in seguito alla legge Severino, dopo la condanna in primo grado a sei anni di reclusione. La sua carriera politica è stata lunga e centrale: presidente del Consiglio regionale dal 1995 al 2000 e sindaco di Reggio Calabria dal 2002 al 2010, ha rappresentato per oltre un decennio una delle figure più influenti del panorama politico calabrese.
La Corte di Cassazione ha infine rigettato i ricorsi presentati da tre membri del collegio dei revisori dei conti, confermando così l’impianto accusatorio nei loro confronti. Il “caso Fallara” resta una ferita aperta per la città e un monito sui rischi legati alla gestione della cosa pubblica, tra responsabilità politiche, amministrative e drammatiche conseguenze umane.

















