Guerra in Medio Oriente: colpita l’area della base italiana a Erbil

Guerra in Iran, Medio Oriente
Guerra in Iran, Medio Oriente

Raid, missili e attacchi alle rotte petrolifere fanno crescere la tensione in Medio Oriente. Colpita l’area della base italiana a Erbil, mentre Israele bombarda Teheran e Beirut e l’Iran lancia missili verso Gerusalemme. Il petrolio torna a salire e cresce il rischio di un allargamento del conflitto.

La guerra Iran in Medio Oriente entra nel tredicesimo giorno di combattimenti e continua ad allargarsi su più fronti in Medio Oriente. Nelle ultime ore si sono registrati attacchi nel Golfo contro petroliere, raid aerei su Teheran e Beirut e un drone che ha colpito l’area della base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, i militari italiani presenti nella base sono tutti al sicuro nei bunker e non risultano vittime. Restano però da chiarire le responsabilità dell’attacco: non è ancora stato stabilito se sia stato lanciato un missile iraniano o se l’azione sia stata condotta da milizie filo-iraniane attive nella regione, nel quadro dell’escalation della guerra Iran.

Attacchi alle rotte energetiche nel Golfo

La tensione cresce anche sulle rotte energetiche del Medio Oriente, sempre più coinvolte nella guerra Iran. Nelle acque del Golfo due petroliere straniere cariche di combustibile sono state colpite al largo di Bassora, nelle acque irachene.

Le autorità locali hanno provveduto a evacuare 25 membri degli equipaggi, mentre gli incendi a bordo delle navi risultano ancora attivi. Gli episodi si inseriscono in una serie di attacchi registrati nelle ultime settimane: secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, dall’inizio del conflitto regionale il 28 febbraio, sono stati segnalati almeno 14 incidenti contro navi commerciali.

L’instabilità legata alla guerra Iran ha avuto effetti immediati anche sui mercati internazionali: il prezzo del petrolio è tornato a salire, alimentato dai timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche.

Guerra in Iran: raid israeliani su Teheran e Beirut

Sul fronte militare, l’esercito israeliano ha annunciato nuovi raid aerei su larga scala contro obiettivi a Teheran, colpendo strutture considerate legate al regime iraniano nel pieno della guerra Iran.

Parallelamente, Israele ha condotto attacchi contro dieci obiettivi di Hezbollah nel sud di Beirut, tra cui centri di comando e una sede dei servizi di intelligence del gruppo sciita libanese. L’operazione arriva dopo che Iran e Hezbollah avevano rivendicato attacchi coordinati contro Israele.

Intanto si aggrava anche il bilancio dei raid nel Libano. Un attacco israeliano sul lungomare di Beirut, dove si erano rifugiati molti sfollati, ha provocato 11 morti e circa 30 feriti. Secondo il ministero della Salute libanese, dall’inizio della nuova offensiva i morti sarebbero oltre 634, tra cui 91 bambini, mentre gli sfollati hanno superato le 816 mila persone.

Missili iraniani verso Israele

Nelle stesse ore sirene d’allarme sono risuonate a Gerusalemme e in diverse aree della Cisgiordania dopo il lancio di missili dall’Iran, uno degli ultimi sviluppi della guerra Iran.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno comunicato di aver intercettato i vettori prima dell’impatto. Le esplosioni udite sopra la città sarebbero state provocate proprio dalle operazioni di intercettazione, mentre alcuni detriti dei missili sono caduti nei pressi di Gerusalemme senza provocare feriti.

Le parole di Trump

Sul piano politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che “l’Iran è vicino alla sconfitta”. Parlando con i giornalisti a Washington, Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero la capacità di distruggere infrastrutture e linee elettriche iraniane, ma che per ora non intendono farlo.

Il presidente americano ha anche sottolineato che lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il traffico petrolifero mondiale, sarebbe “in ottima forma” e sotto controllo, nonostante l’escalation della guerra Iran nella regione.

Con gli attacchi che coinvolgono più Paesi e nuove minacce alle rotte energetiche, la guerra Iran continua quindi a espandersi oltre i confini dei due Stati coinvolti direttamente, alimentando timori per un conflitto regionale sempre più ampio in Medio Oriente.