I carabinieri di Vibo contro le cosca Soriano e la cosca Mancuso: otto arresti

‘Ndrangheta sotto assedio, operazione antimafia a Vibo Valentia: Fermati esponenti apicali della cosca Soriano e della cosca Mancuso, pianificati attentati e atti intimidatori contro imprenditori e carabinieri.

VIBO VALENTIA, 8 MAR 2018 – Nelle prime ore dell’alba, i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito un blitz antimafia nei confronti di esponenti delle cosche Soriano di Filandari e della famiglia Mancuso di Limbadi, con l’esecuzione di otto provvedimenti di fermo. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche alcuni apicali dei due clan.

Le indagini, condotte dal Reparto operativo dei carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno portato alla luce una serie di gravi reati, tra cui estorsione e detenzione di armi con l’aggravante mafiosa.

L’operazione nasce in risposta alla recrudescenza criminale registrata dopo la scarcerazione di Leone Soriano, pluri-pregiudicato e vertice dell’omonima cosca. Negli ultimi mesi, nel territorio dei comuni di Filandari e Ionadi, sono stati perpetrati danneggiamenti con colpi d’arma da fuoco, il lancio di bombe artigianali e incendi di mezzi industriali e autovetture private, insieme ad atti intimidatori nei confronti di imprenditori locali già bersaglio del clan.

Particolarmente allarmante era la pianificazione di un attentato contro la caserma dei carabinieri di Filandari, con nel mirino il comandante della stazione, maresciallo Salvatore Todaro, preso di mira in seguito a precedenti indagini e all’operazione “Ragno” del 2011.

Le indagini hanno inoltre evidenziato la preparazione di un agguato nei confronti di un capo cosca rivale, Giuseppe Antonio Accorinti, e collegamenti con episodi di furti e reati armati, tra cui il furto di una gioielleria a Nicotera avvenuto lo scorso gennaio.

Tra gli otto fermati figura anche un esponente di rilievo della famiglia Mancuso di Limbadi, coinvolto nel supporto logistico e operativo alle azioni criminali. L’operazione segue all’arresto, avvenuto un mese fa, di Giuseppe Soriano, nipote di Leone, trovato in possesso di ingenti quantità di stupefacenti e munizioni, e al ritrovamento di un piccolo arsenale di armi da fuoco e bombe a mano.

Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo in conferenza stampa presso il Comando provinciale di Vibo, ha sottolineato: «È fondamentale mettere un punto fermo contro questa recrudescenza criminale. I fermati avevano progettato attentati contro le forze dell’ordine; non devono nemmeno pensare di minacciare magistrati, giornalisti, avvocati o appartenenti alle forze dell’ordine. Noi faremo muro e continueremo a indagare con determinazione».

L’operazione Emea segna un ulteriore colpo alle attività delle cosche nella provincia di Vibo Valentia, riaffermando il controllo dello Stato su territori da tempo bersaglio di intimidazioni e violenza mafiosa.