Inaugurato congresso Genetisti Forensi con Gratteri e il Gen. Garofano (VIDEO)

 

DNA e Tecnologia contro la Criminalità: Catanzaro al Centro della Genetica Forense Europea

Esperti del settore medico, giuridico e delle Forze dell’Ordine si sono incontrati a Catanzaro per la XXVII edizione del Congresso dei Genetisti Forensi Italiani, dal titolo “DNA e Tecnologia: due strumenti per combattere il crimine”, un evento unico a livello europeo per il prestigio dei relatori e la ricchezza del programma scientifico.

Dopo un atteso pre-meeting mattutino presso l’Auditorium dell’Università Magna Graecia, i lavori sono ufficialmente iniziati all’Hotel Gran Paradiso, con i saluti dei presidenti del Congresso, Prof. Pietrantonio Ricci, direttore della Cattedra di Medicina Legale, e Dott. Aldo Barbaro, direttore del SIMEF. Entrambi hanno sottolineato come l’organizzazione dell’evento, curata da Dott. Ciro Di Nunzio e Dott.ssa Anna Barbaro, rappresenti un traguardo straordinario per la Calabria e per la comunità scientifica internazionale.

Uno dei momenti più attesi è stato senza dubbio l’intervento del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha acceso i riflettori su un tema cruciale: il contrasto alla criminalità organizzata non può essere frammentario né limitato. Gratteri ha ricordato come le mafie continuino a influenzare la vita sociale in alcune zone, ma ha anche sfatato miti radicati, come quello dell’omertà dei calabresi: “Ogni settimana, circa 100 persone vengono in Procura a denunciare, perché vogliono che i problemi siano risolti a monte, non a valle”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di una riforma complessiva del codice penale e di procedura penale. Il Procuratore ha poi evidenziato un principio imprescindibile: “Prima della conoscenza viene la correttezza deontologica e la morale. Senza di esse, la credibilità viene meno”.

Di grande rilievo è stato anche l’intervento del Generale Luciano Garofano, già Comandante del RIS dei Carabinieri di Parma, che ha posto l’accento sulla gestione della scena del crimine. “Abbiamo laboratori sofisticati, ma le attività sul campo spesso restano disordinate e carenti. La contaminazione delle prove è un rischio reale e frequente, così come la mancanza di coordinamento tra medico legale e altri esperti”, ha spiegato. Il Generale ha sottolineato la necessità di una selezione e formazione continua del personale, l’adozione di best practice basate sulle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale e una documentazione completa e trasparente di ogni attività. Le sue parole hanno ribadito un concetto chiave: l’innovazione tecnologica da sola non basta; servono rigore e professionalità sul campo.

Tra gli altri momenti di grande interesse, l’intervento del Prof. Bruce Budowle, già direttore dei laboratori FBI, che ha illustrato il futuro della genetica forense, con tecniche innovative come l’analisi dei microbi della pelle, l’identificazione di gemelli identici e l’autopsia virtuale per determinare cause di morte improvvise.

Il Congresso proseguirà oggi e domani, con la partecipazione di scienziati internazionali della ISFG, in collaborazione con l’UMG, SIMEF, GeFI e SIGU. Si discuteranno temi all’avanguardia, dal Next Generation Sequencing all’interpretazione dei profili misti, fino allo studio dell’origine tessutale delle tracce biologiche e alla gestione della banca dati del DNA, con tavole rotonde su casi non risolti.