Inchiesta ‘Basso Profilo’: la Dda di Catanzaro chiede 46 condanne per gli intrecci tra ‘ndrangheta, politica e imprenditoria

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L’inchiesta “Basso Profilo” della Dda di Catanzaro è stata al centro della requisitoria del pm Paolo Sirleo, il quale ha chiesto condanne che vanno dai 30 anni ai 4 mesi di reclusione per 46 dei 47 imputati coinvolti nell’indagine. L’unico imputato per il quale il pm ha invocato l’assoluzione è Giorgia Sollecchia.

L’inchiesta mira a fare luce sugli intrecci più nascosti tra ‘ndrangheta, politica e imprenditoria, e gli imputati sono accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, riciclaggio, accesso abusivo al sistema informatico e voto di scambio politico-mafioso.

Tra gli imputati, la pena più alta è stata chiesta per Antonio Gallo, noto come il “principino”, ristretto al carcere duro e per il quale il pm ha chiesto 30 anni di carcere. Anche Umberto Gigliotta, imprenditore di Catanzaro, è stato pesantemente punito con 24 anni di reclusione, dopo essere stato destinatario di un sequestro finalizzato alla confisca per un importo di 4 milioni di euro.

Gli imputati sono tutti accusati di avere legami con la ‘ndrangheta e di essere coinvolti in un’organizzazione criminale che coinvolge politici, imprenditori e membri delle forze dell’ordine. Tommaso e Saverio Brutto, rispettivamente ex consigliere comunale di Catanzaro e allora assessore del Comune di Simeri Crichi, sono accusati di aver favorito i progetti di ascesa di Gallo, presentandogli appartenenti alle Forze dell’ordine disposti a negoziare le informazioni riservate provenienti da ambienti interni all’autorità giudiziaria.

Anche Umberto Gigliotta è stato coinvolto nella sfera criminale catanzarese grazie alla conoscenza di membri del clan dei Gaglianesi di Catanzaro, un’articolazione delle ‘ndrine Trapasso di San Leonardo di Cutro e degli Arena di Isola Capo Rizzuto.

L’inchiesta “Basso Profilo” rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata in Calabria e dimostra l’importanza del lavoro svolto dalle forze dell’ordine per contrastare il potere della ‘ndrangheta e smantellare i suoi intrecci con la politica e l’imprenditoria.