Morte di Beatrice Celia, nuovo impulso alle indagini: il Gip affida l’incarico per chiarire cosa accadde in quella notte di marzo
Un nuovo passo avanti nelle indagini sulla morte di Beatrice Celia, la ventiduenne deceduta in circostanze ancora oscure tra il 16 e il 17 marzo 2024. Ieri mattina, nell’aula del Gip, si è svolto a porte chiuse l’incidente probatorio richiesto dal Pm Silvia Peru e avallato dal procuratore aggiunto Giulia Pantano, all’interno di un fascicolo tuttora “a carico di ignoti” e recentemente prorogato.
Il giudice per le indagini preliminari Mario Santoemma ha conferito l’incarico al perito Massimo Rizzo, chiamato a rispondere ai quesiti cruciali rimasti aperti: stabilire con la massima precisione possibile l’ora e il giorno del decesso, e soprattutto determinare se la morte della giovane possa essere stata autoindotta o provocata da una mano esterna, al momento non identificata. Il perito avrà 60 giorni per depositare la relazione, mentre una nuova udienza è stata fissata al 18 marzo 2026.
Per svolgere gli accertamenti, Rizzo si baserà non solo sulla documentazione agli atti, ma anche su ulteriori analisi istologiche e genetiche indicate dal consulente di parte, Stefano Tambuzzi, medico legale dell’Università di Milano e specializzato in casi di morti sospette. I genitori di Beatrice, che si sono costituiti parti lese, sono assistiti dalle avvocate Angela Lagamma e Sonia Mirarchi, quest’ultima già attiva al fianco dell’associazione Astarte, promotrice negli ultimi mesi di iniziative in memoria della giovane.
La madre, Elena Bitonte, continua intanto a chiedere giustizia. Con oltre cinquemila firme raccolte nella sua petizione, ricorda come la figlia fosse vittima di violenza psicologica e fisica, inserendo la sua storia in un contesto nazionale segnato da un aumento allarmante dei femminicidi. “Non permetterò – ha scritto – che la morte di Beatrice venga dimenticata. Voglio che chi le ha fatto del male paghi davvero”.

Il caso di Beatrice è stato al centro di un servizio di Chi l’ha visto?
Nel novembre 2024, il caso di Beatrice è stato al centro di un servizio di Chi l’ha visto?, che ha raccolto le testimonianze della madre e delle amiche e ricostruito gli ultimi mesi di vita della giovane. Dal racconto emergono dettagli inquietanti: una relazione turbolenta, presunti episodi di violenza, cambiamenti nel comportamento e segni inspiegabili comparsi nei giorni precedenti la tragedia. Poche ore prima della morte, la sera del 16 marzo 2024, Beatrice aveva scritto al suo ex senza incontrarlo; la mattina successiva, Elena scoprì il corpo della figlia accanto a oggetti di origine sconosciuta. La mamma lancia ancora un appello: “Voglio la verità su cosa è accaduto a mia figlia”. Quel servizio aveva già acceso l’attenzione pubblica e oggi le indagini proseguono con nuove perizie per fare luce su quella notte di marzo.
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