Un intervento tempestivo durante lo sgombero dell’accampamento Rom permette di mettere in salvo un cane di circa sei mesi, trovato in condizioni gravissime: operato d’urgenza, ora resta sotto osservazione grazie all’impegno di un militare e dei sanitari
Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, è teatro di un intervento di salvataggio che ha permesso di sottrarre alla morte un cucciolo di circa sei mesi, rinvenuto in condizioni critiche tra i rifiuti nell’area di Scordovillo, durante le operazioni di sgombero dell’accampamento.
A intervenire nella mattinata del 13 agosto è stato l’Assistente Capo della Polizia di Stato Giuseppe Barbato, in servizio presso il Nucleo Tribunali di Catanzaro e, in quel momento, libero dal servizio. Dopo essere stato informato della presenza dell’animale dal personale militare del Gruppo Carabinieri Lamezia Terme impegnato nelle operazioni, Barbato ha raggiunto il punto indicato e si è attivato per recuperare il cane, collaborando con il personale medico dell’Asp di Catanzaro presente sul posto.
La situazione del cucciolo è apparsa subito particolarmente grave. L’animale, ribattezzato “Fiamma” in omaggio ai militari dell’Arma intervenuti durante le operazioni, era in evidente stato di sofferenza e non riusciva a reggersi sulle zampe posteriori. Presentava inoltre una profonda lesione all’addome, dalla quale fuoriusciva una parte di tessuto interno, identificata come omento.
Per il cane era quindi indispensabile un intervento immediato. Dopo essere stato recuperato, Fiamma è stato trasferito presso la Clinica Veterinaria VET/CTO situata nei pressi dello svincolo autostradale di Lamezia Terme. Qui il dottor Nicola Caputo ha sottoposto il cucciolo a un delicato intervento chirurgico d’urgenza.
Terminata l’operazione, l’animale è rimasto ricoverato sotto osservazione. Le sue condizioni vengono monitorate in attesa di poter stabilire se sia definitivamente fuori pericolo. Al percorso di cura dovranno seguire, se necessario, anche degenza e riabilitazione.
Barbato ha deciso di farsi carico personalmente delle spese veterinarie, sostenendo i costi relativi all’operazione e alla permanenza in clinica. L’impegno non si fermerà alle cure: il militare intende infatti individuare per Fiamma uno stallo adeguato e, successivamente, una famiglia adottiva che possa offrirgli una sistemazione stabile e sicura.
Quello del salvataggio degli animali non è, per Barbato, un episodio isolato. Da anni il militare è attivo nel territorio lametino e lungo la costa tra Gizzeria e Falerna, occupandosi di situazioni di abbandono, maltrattamento e difficoltà che coinvolgono animali domestici e, in alcuni casi, anche esemplari selvatici.
La sua attività prosegue anche attraverso il gruppo Facebook “SOS Animali Lamezia Terme e dintorni”, una rete attraverso la quale vengono raccolte segnalazioni e richieste di aiuto e vengono affrontate emergenze legate alla tutela e al benessere degli animali.
La storia di Fiamma aggiunge così un nuovo episodio a questo impegno quotidiano. Un cucciolo trovato in condizioni disperate tra i rifiuti ha avuto una possibilità grazie alla collaborazione tra forze dell’ordine, personale sanitario e veterinari, oltre alla scelta di chi ha deciso di occuparsi direttamente delle sue cure e del futuro.
Anche il sindacato UNARMA, attraverso i propri rappresentanti, ha espresso apprezzamento per l’intervento e per l’attenzione dimostrata nei confronti dell’animale, sottolineando il valore di un gesto che ha permesso a Fiamma di essere sottratto a una situazione di grave pericolo.


















