Le Iene a Catanzaro vivono per un giorno la vita blindata di Gratteri

Gratteri
Gratteri

Il programma televisivo delle Iene è stato a Catanzaro per passare un giorno con Nicola Gratteri e provare a vivere per 24 ore le difficoltà a gestire una vita praticamente blindata.

Il servizio di Luigi Pelazza è stato mandato in onda ieri sera.

Nell’olimpo della ‘ndrangheta si discuteva se eliminarmi o meno.” Lo ha affermato il Procuratore di Catanzaro che è sicuramente uno dei personaggi scomodi per i malavitosi che è costretto a viaggiare con ben 5 auto blindate e 10 uomini di scorta.

“Bisogna addomesticare la paura” dice il magistrato in maniera consapevole che quella che vive non è una vita normale e che è costretto a fare rinunce e ad accettare uno stile di vita che coinvolge anche la sua famiglia.

Eppure, in un passato non troppo lontano, la vita di altri suoi illustri colleghi e di chi stava con loro ha avuto un epilogo tragico. Le stragi di via D’Amelio e Capace docet. 

Ci sono famiglie della ‘ndrangheta per cui io sono diventato un’ossessione, ma figuriamoci se le dico il nome” ha detto Gratteri per interrompere un argomento forse poco adeguato in quel momento.

Alle Iene Gratteri ha raccontato: “Coltivo bergamotti”

La paura di essere ucciso e di altri tipi di ritorsioni è presente nella vita di Gratteri dal 1989.

In quell’anno, la ‘ndrangheta ha deciso di volerlo fare fuori perché scomodo.

Nonostante la scorte, Gratteri preferisce guidare lui stesso l’auto su cui viaggia insieme a poche persone fidate.

Per cercare una normalità Gratteri dice alle Iene: “Coltivo bergamotti. Faccio l’operaio, non sono il titolare. Il trattore è il mio psichiatra”.

PROCURA CATANZARO

Sicuramente nella vita ho commesso degli errori. Non mi sento di dire – ha confessato a Luigi Pelazza delle Iene – che tutto quello che ho fatto è stato giusto. Ma posso dire, invece, che sicuramente è stato fatto in buona fede. Sbaglia il chirurgo, il muratore, l’ingegnere, può sbagliare anche il Procuratore

Mi piacerebbe fare un giro in moto, in bicicletta. Ma se dovessi tornare indietro farei tutto quello che ho fatto, ed anzi, di più vista l’esperienza accumulata. Il mio sogno sarebbe quello di liberare questa terra, dare speranza e fiducia alla gente. La parte bella del mio lavoro? Non c’è nessuno sopra la mia testa. Devo rispondere solamente alla legge. Morire per mano della ‘ndrangheta – ha ammesso Gratteri – potrebbe essere sì una sconfitta, ma solo in parte, perché potrebbe anche essere l’inizio della fine della ‘ndrangheta”.

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