Maria Chindamo e Patrizia Scifo: due sparizioni, una sola richiesta di verità
Questa sera, lunedì 8 dicembre, su Rai 1, il programma “Storie di Sera” condotto da Eleonora Daniele riporterà all’attenzione nazionale due ferite ancora aperte nel tessuto sociale del Sud: le sparizioni di Maria Chindamo e Patrizia Scifo.
Due donne, due epoche diverse, due terre che condividono un’unica, dolorosa parola: attesa.
Calabria e Sicilia: terre sorelle nella memoria
La Calabria, con il suo passato ricco di stratificazioni culturali e con le sue lotte contro la violenza e il silenzio, ritrova una risonanza profonda nella storia di Patrizia, giovane siciliana di Niscemi. Vicende diverse, ma unite da un filo comune: comunità che non hanno più smesso di chiedere giustizia.
Maria Chindamo: l’assenza che parla più di qualunque indizio
Era il 6 maggio di nove anni fa quando Maria Chindamo, imprenditrice e madre, scomparve a Limbadi.
La sua auto fu ritrovata davanti all’azienda agricola: porte chiuse, motore spento, come in una quotidianità bruscamente interrotta. Accanto, tracce di sangue.
Stasera, per la prima volta, a parlare sarà la figlia minore, Letizia Chindamo, portatrice di una memoria che non è solo familiare ma collettiva.
Il suo racconto è il ritratto di una donna che aveva scelto la propria autonomia, un simbolo della Calabria che non accetta più di considerare normale ciò che la priva di dignità e libertà.
Patrizia Scifo: la tragedia che ha attraversato una famiglia
18 giugno 1983, Niscemi (CL). Patrizia Scifo, appena diciannovenne, scompare nel nulla. La sua non è una storia isolata né improvvisa: è l’epilogo di un amore proibito con Giuseppe Spatola, uomo sposato e affiliato a una delle due cosche mafiose locali in piena faida per il controllo degli appalti pubblici.
Un mese dopo la sua scomparsa, il 18 luglio 1983, viene assassinato suo padre Vittorio — noto in città come “Mago di Tobruk” — che da settimane cercava la figlia ovunque, chiedendo informazioni, bussando a porte che nessuno voleva aprire.
Un doppio silenzio, un doppio lutto, un unico filo: la mano della mafia.
Negli anni è emerso un documento drammatico: una denuncia redatta da Patrizia stessa, in cui raccontava violenze e minacce.
Quell’atto, che oggi appare profetico, non bastò a proteggerla.
Oggi, tre generazioni di donne — madre, sorella e figlia — continuano a chiedere solo una cosa: dove si trova il corpo di Patrizia?
Due storie per ricordare che la memoria è un dovere
Maria e Patrizia non sono soltanto due nomi legati alla cronaca.
Sono simboli di un Sud che non vuole arrendersi, di famiglie che trasformano il dolore in battaglia civile, di territori che reclamano una verità negata per troppo tempo.
Con questo speciale, “Storie di Sera” non promette soluzioni definitive: offre qualcosa di più prezioso. Uno spazio di ascolto. Un luogo in cui il tempo non cancella, ma dà forza a chi continua a cercare.
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