Calabria, anche Roccelletta di Borgia coinvolta nel giro dei tombaroli

Parco Scolacium, Roccelletta di Borgia (Cz)
Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium

Maxi inchiesta sul traffico illecito di reperti: due organizzazioni di tombaroli nel mirino, 55 le misure richieste

Un traffico di reperti archeologici esteso dalla Sicilia fino al cuore dell’Europa, passando anche dalla Calabria. È quanto emerso dalla vasta operazione condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Palermo, coordinata dalla Procura di Catania, che ha portato alla luce un sistema articolato composto da due presunte associazioni criminali specializzate negli scavi clandestini e nella vendita illecita di beni culturali.

L’inchiesta, avviata nel 2021 dopo la scoperta di uno scavo abusivo nell’Agrigentino, ha permesso agli investigatori di ricostruire una lunga filiera composta da scavatori, intermediari e collezionisti. Attraverso intercettazioni e monitoraggi mirati, gli inquirenti sono risaliti fino a Paternò, nodo centrale dell’attività illecita, e successivamente ai numerosi siti archeologici violati: oltre 20 aree in Sicilia e una in Calabria, situata a Roccelletta di Borgia, nel Catanzarese.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i reperti trafugati venivano immessi nel mercato internazionale, con particolare interesse per monete antiche di epoca ellenica. Alcuni di questi pezzi, tra cui 46 monete risalenti tra la fine del V e il III secolo a.C., sarebbero stati venduti nel 2021 a una casa d’aste di Monaco di Baviera per una somma complessiva superiore ai 42 mila euro. Una parte dei materiali sarebbe già stata sequestrata dalla magistratura tedesca in seguito a un ordine giudiziario europeo emesso dalla Procura etnea.

Per gli indagati la Procura contesta una presunta attività criminale finalizzata alla commissione sistematica di reati contro il patrimonio culturale, con scavi effettuati senza alcuna autorizzazione per impossessarsi di beni archeologici di grande valore storico.

Il procuratore aggiunto Fabio Scavone e il sostituto Giovanni Gullo hanno richiesto misure cautelari per 55 persone: 12 in carcere, 35 ai domiciliari e 8 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli interrogatori, disposti dal gip Simona Ragazzi, si terranno tra il 25 e il 29 novembre.

Un’inchiesta che riporta al centro dell’attenzione il drenaggio costante del patrimonio culturale italiano e la necessità, sempre più urgente, di tutelare in modo rigoroso la memoria storica dei territori.