Mimmo Lucano: revocati i domiciliari, ma deve lasciare Riace

Mimmo Lucano
Mimmo Lucano

Reggio Calabria, 16 ottobre 2018 – Il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco di Riace, Domenico Lucano, sostituendoli con la misura del divieto di dimora a Riace. La decisione, depositata nella serata di oggi, segna un passo importante nella vicenda giudiziaria che vede Lucano al centro delle cronache per il suo impegno nell’accoglienza dei migranti.

Domenico Lucano lascia quindi i domiciliari, ai quali era sottoposto dal 2 ottobre 2018, ma contemporaneamente è obbligato a non fare ritorno nel comune di cui è stato sindaco, simbolo di un modello di integrazione ammirato in Italia e all’estero. La misura impone al politico di trasferirsi in altre zone della Calabria, lontano dalla cittadina che ha guidato per anni.

Il provvedimento riguarda anche la compagna di Lucano, Tesfahum Lemlem. Per lei, il divieto di dimora precedentemente disposto dal gip di Locri è stato sostituito con l’obbligo di firma, alleggerendo così le restrizioni imposte nei suoi confronti.

La decisione del tribunale è stata accolta come una “vittoria a metà”: se da un lato Lucano può tornare libero e riprendere una vita più autonoma, dall’altro è costretto a lasciare Riace, paese che rappresenta il fulcro del suo impegno civile e sociale.

Dopo la notifica del provvedimento, Lucano ha lasciato Riace e si è trasferito temporaneamente in altre zone della Calabria. La vicenda continua a suscitare attenzione e dibattito, non solo in ambito giudiziario, ma anche politico e mediatico, considerando l’impatto delle sue iniziative sull’accoglienza dei migranti e sulla gestione della comunità locale.

Con questa decisione, il tribunale del riesame segna un punto di svolta: Lucano ottiene la libertà personale, ma al prezzo di dover lasciare il paese che ha contribuito a trasformare in un esempio di inclusione e solidarietà.