Modello Riace: inchiesta di Calabria Magnifica sul caso Mimmo Lucano

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L’arresto di Mimmo Lucano e il futuro incerto del modello d’accoglienza

La notizia ha scosso non solo Riace, ma tutto il Paese e ha acceso un dibattito nazionale: Domenico “Mimmo” Lucano, ex sindaco di Riace, è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il direttore Luigi Mussari è tornato nel borgo jonico per raccogliere testimonianze dirette tra cittadini, amministratori, migranti e familiari del sindaco.

Governo vs Modello Riace: la posizione della giunta comunale

Il vice sindaco Giuseppe Gervasi, primo interlocutore nella nostra inchiesta, racconta un clima di silenzio e rabbia, ma anche di fiducia nel buon senso dei magistrati. “È un momento particolare – spiega – ci sono errori, certo, ma i servizi sono stati garantiti. Gli immigrati vivono in case simili alle nostre. È un’accoglienza completa, non un sistema, ma un modello. Un esperimento umano che ha dato nuova vita a un paese che stava svuotandosi”.

Gervasi sottolinea inoltre la complessità della situazione giudiziaria: gli avvocati stanno valutando la possibilità di presentare un ricorso al TAR entro 60 giorni per sospendere l’efficacia del provvedimento ministeriale. “Coloro che sono rimasti – aggiunge – si trovano in una situazione particolare, con decisioni che devono essere rivalutate. Confidiamo che presto ci sarà un epilogo positivo”.

La voce della famiglia Lucano

Anche il fratello di Mimmo Lucano, Giuseppe, ha voluto commentare la vicenda: “C’è attenzione nazionale, ma l’impressione è che si voglia distruggere il modello Riace. Va ricordato che il progetto SPRAR era già stato fermato e i fondi bloccati prima della circolare ministeriale, per irregolarità visibili. L’arresto di mio fratello si inserisce in questa cornice”.

Quanto allo stato d’animo del sindaco, il fratello lo descrive come “amareggiato ma tranquillo”, consapevole delle accuse e della pressione mediatica. E ricorda che il progetto Riace ha avuto risonanza internazionale: premi e riconoscimenti in Germania, visite in Argentina e persino un incontro con Papa Francesco.

Testimonianze dei migranti: tra paura e gratitudine

Il nostro reportage ha dato voce anche ai protagonisti diretti dell’accoglienza: i migranti. Uno di loro racconta: “Adesso la situazione è difficile. Prima avevamo i bonus per il cibo, ora senza non sappiamo come fare. Il sindaco è bravo, pensava a noi. Io ero a Lampedusa prima, qui a Riace mi trovo bene, ma ora dove andremo?”.

Le parole dei migranti confermano l’importanza del modello Riace, non solo come politica di accoglienza, ma come esperimento umano che ha ridato dignità e sicurezza a persone provenienti da paesi lontani.

Parola a Mimmo Lucano: la difesa del modello

A fine giornata, Lucano si è concesso ai giornalisti sotto casa sua. Spiegando il senso del modello Riace, ha ricordato le iniziative più concrete: laboratori medici, asilo nido, abitazioni per i migranti, laboratori artigianali e visite ispettive da parte di magistrati e funzionari.

“Alcune incomprensioni sono nate – ha detto – soprattutto da interpretazioni differenti delle ispezioni. La seconda relazione della Prefettura racconta questa esperienza quasi come una favola. Ma qui si parla di vita reale, di persone reali, di integrazione possibile”.

Riguardo ai post di Salvini sui social, Lucano ha commentato: “Sono frasi che non dovrebbero arrivare da un ministro della Repubblica, danno il senso di qualcosa di autoritario. Io so solo di essere nel giusto”.

Riace dopo il divieto di dimora di Lucano

Dopo il divieto di dimora disposto dal Tribunale del Riesame, l’ex sindaco, simbolo internazionale dell’accoglienza, ha dovuto lasciare la sua Riace, il paese che aveva trasformato in un laboratorio di integrazione, per intraprendere un cammino forzato verso l’incertezza.

Noi di CalabriaMagnifica.it siamo tornati nelle vie di Riace per raccogliere le voci di chi è rimasto. Abbiamo intervistato nuovamente il fratello, il padre, gli amici: tutti raccontano lo stesso sentimento di smarrimento e orgoglio. Smarrimento per l’assenza di Mimmo, ma anche orgoglio per un uomo che, nel bene e nel male, ha saputo dare un volto diverso alla Locride e all’Italia dell’accoglienza.

Il futuro del modello Riace: incertezza e speranza

Oggi Riace è divisa tra paura e speranza. Paura per le conseguenze dell’arresto e dei provvedimenti ministeriali, speranza nel valore umano e sociale del modello. Il sindaco e la sua comunità continuano a credere che l’esperimento di integrazione e accoglienza possa sopravvivere, anche se con sfide enormi.

Come sottolinea Giuseppe, il fratello del sindaco “Non resteranno solo parole al vento. Mio fratello ha costruito un modello in vent’anni di lavoro, dimostrando che accoglienza e integrazione possono coesistere”.

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