‘Ndrangheta: arrestato il latitante Morgante Filippo, reggente della cosca “Gallico” di Palmi
ROMA, 21 OTT 2018 – Nella tarda serata di ieri, a Roma, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, con il supporto dell’Arma romana e del ROS, hanno tratto in arresto Filippo Morgante, classe 1970, noto esponente della cosca “Gallico” operante nel territorio di Palmi. Morgante è pluripregiudicato per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illecita di armi.
L’operazione è il frutto di un’accurata e articolata attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e avviata nell’autunno del 2017, supportata da un’ampia attività tecnica.
Per circa un anno, gli investigatori hanno monitorato lo stretto circuito relazionale di Morgante, riuscendo a individuarlo all’esterno di un bar, poco distante dall’abitazione in via del Forte Tiburtino, dove si era rifugiato. Al momento dell’arresto, non ha opposto resistenza; addosso aveva documenti denunciati come smarriti e un telefono cellulare con SIM straniera, tutti sottoposti a sequestro.
Morgante era latitante dall’ottobre 2017, quando si sottrasse a un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso a seguito di una condanna definitiva a 18 anni, 1 mese e 28 giorni per associazione mafiosa, minaccia, detenzione di armi clandestine e traffico di sostanze stupefacenti.
Ritenuto un elemento di elevata caratura criminale, Morgante era a completa disposizione della cosca “Gallico”, con ampia autonomia decisionale sia nella pianificazione di omicidi sia nelle azioni delittuose legate agli interessi economici del sodalizio. L’indagine “Cosa Mia” della DDA reggina ha delineato un quadro chiaro del suo ruolo: Morgante eseguiva gli ordini dei capi della cosca (Giuseppe, Domenico e Carmelo Gallico) e dei reggenti (Rocco e Teresa Gallico), partecipava al braccio armato della cosca e alla faida con la ‘ndrina Bruzzise, cooperando attivamente nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.
Dal momento che tutti i principali esponenti della consorteria erano detenuti, Morgante, fino alla sua cattura, figurava di fatto come “reggente” della cosca Gallico.
















