‘Ndrangheta: Catturato il latitante Raso Pietro, sfuggito all’operazione Ares (VIDEO)

Catturato il latitante Pietro Raso, elemento di spicco della cosca “Cacciola-Grasso”

Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), 2 novembre 2018 — Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno rintracciato e arrestato Pietro Raso, 29 anni, pregiudicato di Rosarno e ritenuto elemento di rilievo della cosca “Cacciola-Grasso”, una delle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta radicata nella Piana di Gioia Tauro.

Raso era latitante dal 9 luglio 2018, quando si era sottratto a un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, aggravati dalle modalità mafiose e finalizzati ad agevolare l’attività del sodalizio criminale.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Gaetano Calogero Paci e dal sostituto procuratore Adriana Sciglio, hanno permesso di accertare il ruolo di primo piano del latitante all’interno della cosca “Cacciola-Grasso”. Raso, infatti, era considerato uno degli affiliati più fedeli e affidabili, responsabile della custodia delle armi e della gestione dei carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica.

L’arresto è stato il risultato di una prolungata attività investigativa condotta a seguito dell’operazione “Ares”, che il 9 luglio aveva portato al fermo di 32 soggetti ritenuti appartenenti alle famiglie “Cacciola” e “Cacciola-Grasso”, entrambe attive a Rosarno. Successivamente, il 2 agosto, era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di questi e di altri sette indagati.

Le ricerche per individuare il latitante si sono concentrate in contrada Petrulli di Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove i militari avevano localizzato una dépendance di una struttura ricettiva utilizzata come rifugio. Dopo giorni di appostamenti e verifiche, all’alba del 2 novembre è scattato l’intervento congiunto: Raso è stato sorpreso insieme alla moglie e alla figlia di pochi anni e non ha opposto resistenza.

Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto numerosi viveri di conforto, segno della volontà del latitante di prolungare la propria irreperibilità.

Concluse le formalità di rito, Pietro Raso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria–San Pietro, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’arresto rappresenta un duro colpo alla cosca “Cacciola-Grasso” e conferma l’efficacia dell’azione investigativa dei Carabinieri contro le organizzazioni criminali della Piana di Gioia Tauro.