Sette persone fermate a Isola di Capo Rizzuto nel crotonese per presunte condotte della ‘Ndrangheta: dall’imposizione della guardiania di un villaggio turistico, alla gestione forzata del verde e della spiaggia, fino alla manipolazione di aste immobiliari attraverso società riconducibili alla cosca Arena
La ‘Ndrangheta nel crotonese torna al centro dell’attenzione con un blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, che all’alba hanno arrestato sette persone accusate, a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti e danneggiamento aggravati da finalità mafiose. L’operazione ha preso di mira il villaggio turistico Seleno-Margheritissima di Isola di Capo Rizzuto, storico punto di riferimento del turismo isolitano, dove secondo le indagini gli indagati avrebbero imposto una rigida “guardiania”, condizionando le assunzioni e la gestione dei servizi interni.
Secondo quanto emerge dagli atti, alcuni soci dell’impresa Immobiliare, avrebbero partecipato a una procedura d’asta immobiliare truccata, minacciando acquirenti e costringendoli a rinunce o a pagamenti aggiuntivi, garantendo così prezzi artificialmente bassi e vantaggi alla cosca. L’operazione, condotta con il supporto dei comandi di Catanzaro e Cosenza, del Nucleo Cinofili, dell’8° Elinucleo e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria di Vibo Valentia, rappresenta un colpo alla presunta influenza mafiosa nel settore turistico del crotonese.
A intervenire sull’operazione antimafia condotta è la Segreteria Regionale UNARMA Calabria, per voce del Segretario regionale aggiunto Vincenzo Spanò.
«Esprimo il mio più sentito apprezzamento ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone che, con il supporto dei militari dei reparti dipendenti, degli omologhi di Catanzaro e Cosenza, del Nucleo Cinofili, dell’8° Elinucleo e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno portato a termine un’operazione di altissimo spessore investigativo. L’esecuzione delle sette misure cautelari rappresenta un risultato significativo nell’azione di contrasto a fenomeni di estorsione, turbata libertà degli incanti e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso o da finalità mafiose».
Nel suo intervento, Spanò richiama anche il principio di presunzione di innocenza, sottolineando come le accuse siano ancora nella fase delle indagini preliminari, ma evidenziando al tempo stesso la complessità del quadro investigativo emerso.
«Le contestazioni delineano un sistema di presunte pressioni illecite e tentativi di condizionamento di procedure pubbliche attraverso modalità riconducibili a logiche di stampo mafioso. In contesti simili, il lavoro dei Carabinieri richiede competenza, equilibrio, spirito di sacrificio e una straordinaria capacità di coordinamento tra reparti».
Il Segretario regionale aggiunto di UNARMA pone infine l’accento sulle difficoltà operative legate alla carenza di organico, ribadendo il valore del presidio quotidiano garantito sul territorio.
«UNARMA – Segreteria Regionale Calabria continuerà a rappresentare, tutelare e valorizzare l’impegno quotidiano dei Carabinieri nella lotta alla criminalità organizzata. La sicurezza e la legalità nel crotonese e nell’intera regione sono il frutto di un lavoro silenzioso ma determinante, al quale va il nostro sostegno convinto e la nostra riconoscenza».


















