‘Ndrangheta nel Crotonese: maxi sequestro e tre arresti

guardia di finanza
guardia di finanza

Operazione coordinata dalla DDA di Catanzaro contro la criminalità organizzata: colpite attività economiche e patrimoni sospetti per oltre un milione di euro, con un’azione mirata alla ’Ndrangheta nel Crotonese e alle sue infiltrazioni nel settore commerciale

La presenza della ’Ndrangheta nel Crotonese è finita al centro di una nuova operazione giudiziaria che, nelle prime ore del 10 dicembre, ha portato a tre arresti e al sequestro di beni per oltre un milione di euro. Un intervento imponente, condotto dai militari della Guardia di Finanza di Crotone con il supporto delle unità cinofile e coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che punta a interrompere l’espansione economica di un gruppo ritenuto legato alla criminalità organizzata.

L’indagine ha portato all’esecuzione di misure cautelari — tra custodia in carcere e arresti domiciliari — nei confronti dei tre indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, tutte ipotesi aggravate dal metodo mafioso. Parallelamente è stata applicata una misura cautelare reale che ha consentito di sequestrare patrimoni ritenuti sproporzionati rispetto al reddito dichiarato.

I sequestri hanno riguardato imprese, immobili, conti bancari, autovetture e altre disponibilità economiche. Secondo gli investigatori, il sodalizio operava attraverso una fitta rete di società e prestanome, con una particolare proiezione nel settore del food & beverage crotonese. Le attività commerciali presenti sul lungomare della città sarebbero state utilizzate come snodi economici per rafforzare il controllo territoriale del gruppo criminale.

Le indagini hanno inoltre documentato — secondo quanto emerso — un uso sistematico di intimidazioni e pressioni finalizzate a consolidare una sorta di oligopolio commerciale, escludendo la concorrenza con modalità riconducibili al tipico metodo mafioso. Le schermature societarie avrebbero avuto il compito di occultare la reale titolarità dei beni e rendere difficoltoso il tracciamento dei flussi economici.

L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nell’attività costante delle Fiamme Gialle e della DDA nel contrasto alla ’Ndrangheta nel Crotonese e alle sue infiltrazioni nell’economia legale. Come sempre, l’inchiesta si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.