“Ndrangheta: preso il latitante Vincenzo di Marte della cosca Pesce (VIDEO)

Gioia Tauro, arrestato esponente di spicco della cosca Pesce: fine della latitanza di Vincenzo Di Marte

Nella tarda serata di ieri, in località Ponte Vecchio di Gioia Tauro (RC), i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria hanno individuato e tratto in arresto Vincenzo Di Marte, classe 1981, ritenuto personaggio di primo piano della cosca “Pesce”, attiva nei territori di Rosarno e Gioia Tauro. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al traffico di sostanze stupefacenti.

Di Marte si era reso latitante dal giugno 2015, quando si era sottratto a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP su richiesta della Procura Distrettuale di Reggio Calabria. Secondo l’accusa, faceva parte di un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla transnazionalità e dall’obiettivo di rafforzare economicamente le cosche di ’ndrangheta “Pesce” di Rosarno e “Alvaro” di Sinopoli, nell’ambito dell’operazione “Santa Fé”. Accuse che lo scorso luglio hanno portato alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.

La dimensione internazionale delle attività criminali attribuite a Di Marte è confermata anche da un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria spagnola per reati in materia di stupefacenti. Il suo nome figurava inoltre nell’elenco dei latitanti pericolosi, insieme a Emanuele Cosentino, arrestato in Germania lo scorso mese di marzo dai Carabinieri di Reggio Calabria.

Il successo dell’operazione è il risultato di una lunga e meticolosa attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, avviata nell’ottobre 2017 e supportata da una complessa attività tecnica. Gli investigatori hanno monitorato costantemente il circuito relazionale del latitante, riuscendo a individuare, in contrada Morrone di Gioia Tauro, un’abitazione su due livelli composta da tre unità abitative.

Di Marte è stato sorpreso all’interno dell’appartamento al piano terra, dove aveva trovato rifugio da alcuni giorni. Alla vista dei militari non ha opposto resistenza. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti documenti di identità falsi, oltre 12 mila euro in contanti, un tablet e diversi telefoni cellulari, tutto materiale posto sotto sequestro.

Nel corso dell’operazione sono state inoltre arrestate per favoreggiamento personale e sottoposte agli arresti domiciliari altre quattro persone, residenti nello stesso stabile: due coppie di coniugi che, secondo gli inquirenti, avrebbero agevolato la latitanza dell’uomo, aiutandolo a sottrarsi alla cattura.