Omicidio Bergamini: la difesa di Isabella Internò chiede una nuova perizia internazionale
CATANZARO, 25 OTT 2025 – È iniziato davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro il processo per la morte di Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza trovato senza vita il 18 novembre 1989 lungo la Statale 106 jonica. A processo è nuovamente Isabella Internò, ex fidanzata della vittima, condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per omicidio volontario.
Nel corso della prima udienza, dedicata alle questioni preliminari, i legali della donna – gli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri – hanno avanzato una serie di eccezioni procedurali e richieste istruttorie. Tra queste, l’annullamento della sentenza di primo grado per un presunto vizio nella composizione della giuria popolare della Corte d’Assise di Cosenza: secondo la difesa, tra i giurati vi sarebbero stati un padre e una figlia, circostanza che potrebbe compromettere la regolarità del processo. Uno dei due, hanno sottolineato i legali, sarebbe stato sostituito solo nell’ultima giornata di udienza.
La difesa ha inoltre chiesto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale e la nomina di un “perito d’ufficio di fama internazionale, estraneo ai circuiti italiani”, al fine di riesaminare le conclusioni scientifiche formulate nel primo processo. In particolare, i legali mettono in dubbio la validità della perizia che stabilì come Bergamini fosse già morto per asfissia prima di essere travolto da un camion, ipotesi ritenuta decisiva per la condanna dell’imputata.
Alle richieste della difesa si sono opposti il sostituto procuratore generale, Luca Primicerio, e i legali di parte civile, Fabio Anselmo, Alessandra Pisa e Silvia Galeone, che rappresentano la famiglia del calciatore.
La Corte si è riservata di decidere sulle istanze presentate dagli avvocati di Isabella Internò nella prossima udienza, fissata per il 27 gennaio.
Il caso Bergamini, a più di trent’anni dai fatti, continua a suscitare grande attenzione nell’opinione pubblica e nel mondo del calcio, mantenendo aperti interrogativi mai del tutto sopiti sulla tragica fine del giovane centrocampista del Cosenza.
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