Omicidio e rapina in villa del 2013: arrestato un bulgaro

Carabinieri Vibo, foto drone
Carabinieri Vibo, foto drone

Omicidio di Filadelfia del 2013: estradato dalla Bulgaria il presunto assassino di Andrea Mastrandrea

VIBO VALENTIA, 8 LUG 2019 – I militari della Compagnia CC di Vibo Valentia (VV) , giunti presso l’aeroporto di Fiumicino (RM), hanno tradotto nel Carcere di Rebibbia un cittadino bulgaro estradato su ordine del GIP di Lamezia Terme a seguito di omicidio, rapina ed incendio aggravato.

L’ arrestato è stato tradotto nel carcere di Rebibbia. L’accusa è stata quella di omicidio, rapina ed incendio aggravato. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia.

Tutti i particolari saranno resi noti questa mattina in un conferenza stampa che si terrà alle 11 presso il Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia.

ECCO IMPORTANTE AGGIORNAMENTO DELLE 11:30

Dopo oltre dieci anni di indagini, si chiude il cerchio sull’omicidio di Andrea Mastrandrea, il 75enne brutalmente ucciso nella sua abitazione di Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, nel giugno del 2013. Nelle scorse settimane, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vibo hanno eseguito l’arresto di Vasil Naidenov Ivanov, detto “Vasco”, 29 anni, cittadino bulgaro, estradato in Italia su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme. L’uomo è ora detenuto nel carcere di Rebibbia con le accuse di omicidio, rapina e incendio aggravato.

L’inchiesta, che per anni aveva lasciato irrisolto il delitto, ha conosciuto una svolta grazie al lavoro investigativo dei Carabinieri, che hanno ricostruito con precisione le dinamiche dell’efferato omicidio. Nella notte del 20 giugno 2013, Mastrandrea fu trovato senza vita nella sua abitazione in contrada Scarro. Il corpo presentava evidenti segni di violenza: cranio e torace fratturati, segno di un brutale pestaggio. Dopo averlo picchiato a morte, gli assassini avrebbero incendiato parte dell’abitazione nel tentativo di cancellare ogni traccia del loro passaggio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ivanov e un suo connazionale, Tihomir Antov Krasimirov – tuttora indagato a piede libero – sarebbero entrati in casa dell’anziano con l’intento di derubarlo. L’obiettivo era una somma di denaro che la vittima custodiva in alcuni barattoli. Scoperti dall’uomo, i due avrebbero reagito con ferocia: Ivanov lo avrebbe immobilizzato e colpito ripetutamente, causando lesioni mortali.

Il figlio della vittima, accorso dopo aver notato il fumo provenire dalla casa, fu il primo a fare la tragica scoperta. Da quel momento, le indagini si sono concentrate sul passato della vittima e sul suo giro di conoscenze. Gli inquirenti hanno scoperto che Ivanov era il nipote dell’ex badante di Mastrandrea e che conosceva bene la casa e le abitudini dell’uomo, per il quale in passato aveva svolto piccoli lavori e ricevuto denaro.

Subito dopo l’omicidio, i due bulgari si sarebbero dati alla fuga, facendo perdere le proprie tracce e tornando in patria. Grazie a un lungo lavoro di intercettazioni e cooperazione internazionale, il Norm di Vibo, con l’assistenza dell’Interpol e della Polizia bulgara, ha rintracciato Ivanov, già noto alle autorità locali come soggetto dedito ad attività criminali.

Alla luce degli elementi raccolti, il gip di Lamezia Terme ha disposto la misura cautelare in carcere, sottolineando la presenza di “imperiose esigenze cautelari” a carico del giovane bulgaro. Diversa la posizione di Krasimirov, per il quale il giudice ha respinto la richiesta di arresto ritenendo insufficienti gli indizi a suo carico.

Con l’arresto di Vasil Ivanov, si chiude una delle pagine più oscure della cronaca vibonese degli ultimi anni, restituendo almeno in parte giustizia alla memoria di Andrea Mastrandrea, vittima innocente di una rapina sfociata in brutale violenza.