’Ndrangheta, operazione “Conquista”: due arresti tra Vibo Valentia e Roma per l’omicidio Cracolici
VIBO VALENTIA – Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione antimafia “Conquista”. I Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con il supporto dei militari della Capitale, hanno eseguito tra Vibo Valentia e Roma un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nei confronti di due presunti esponenti di vertice della cosca ‘ndranghetista Bonavota.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, dei reati di omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra, furto e ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso.
L’operazione rappresenta un nuovo capitolo dell’inchiesta “Conquista”, già avviata nei mesi scorsi e finalizzata a colpire i vertici della famiglia Bonavota, storicamente radicata nei comuni vibonesi di Sant’Onofrio e Maierato.
I due arresti si inseriscono infatti nel filone investigativo che nel dicembre 2016 aveva portato al fermo di sei persone, ritenute appartenenti ai livelli apicali della cosca. Anche in quel caso il provvedimento era stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Conquista”, che mira a ricostruire responsabilità e dinamiche di alcuni gravi fatti di sangue avvenuti nel Vibonese.
Secondo gli investigatori, gli arrestati – insieme agli altri indagati fermati nei mesi precedenti – sarebbero i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio di Raffaele Cracolici, avvenuto il 4 maggio 2004 a Pizzo Calabro.
Il delitto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato ordinato dalla cosca Bonavota per eliminare un soggetto ritenuto un ostacolo ai progetti di espansione territoriale del clan, in particolare nella zona industriale di Maierato, area strategica per il controllo degli affari criminali.
Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura Pasquale Bonavota, arrestato a Roma e ritenuto uno dei principali esponenti dell’omonima famiglia di Sant’Onofrio. L’uomo era già stato destinatario di un precedente provvedimento di fermo nel primo troncone dell’indagine “Conquista”, che però non era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari della capitale.
In manette anche Francesco Fortuna, considerato dagli investigatori un altro elemento di spicco della cosca Bonavota. L’uomo si trovava già detenuto per altri fatti di sangue, tra cui il coinvolgimento nell’inchiesta sull’omicidio Di Leo.
L’operazione “Conquista” rappresenta un ulteriore passo nell’attività di contrasto alla ’ndrangheta nel Vibonese, territorio storicamente segnato dalla presenza di potenti organizzazioni criminali.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e dei Carabinieri continuano a far luce sulle dinamiche interne alla cosca e sui delitti che negli anni hanno segnato la guerra per il controllo del territorio e degli affari illegali nella provincia di Vibo Valentia.
















