CATANZARO, 19 NOV 2020 – Vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e di Crotone, che questa mattina hanno eseguito 19 misure cautelari su ordine del GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore Nicola Gratteri.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, riciclaggio, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e minacce a pubblico ufficiale.
L’inchiesta
Il provvedimento è il risultato di due indagini parallele, condotte dai Nuclei Investigativi di Catanzaro e Crotone, coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Paolo Sirleo e Domenico Guarascio.
Le investigazioni hanno ricostruito l’operatività della cosca Grande Aracri di Cutro, già colpita da precedenti operazioni che avevano portato all’arresto del boss Nicolino Grande Aracri. Nonostante i colpi subiti, l’organizzazione avrebbe continuato a infiltrarsi nel tessuto economico calabrese, soprattutto attraverso il reinvestimento di capitali illeciti.
Affari e politica
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero creato una rete imprenditoriale nel settore farmaceutico, con una società con sede a Catanzaro e una catena di punti vendita composta da 20 farmacie e parafarmacie in Calabria, 2 in Puglia e 1 in Emilia Romagna.
Un aspetto particolarmente rilevante dell’indagine riguarda il presunto sostegno fornito alla cosca da un esponente politico regionale. Quest’ultimo, in cambio dell’appoggio elettorale ricevuto dalla ‘ndrina alle elezioni del 2014, avrebbe favorito le autorizzazioni necessarie per avviare l’attività imprenditoriale.
Intimidazioni e armi
Gli investigatori hanno inoltre documentato episodi di intimidazione ed estorsione, finalizzati sia a sostenere l’espansione degli affari del clan, sia a consolidarne il controllo sul territorio. Nel corso delle indagini è stata accertata anche la disponibilità di numerose armi da parte del sodalizio criminale.
Con questa operazione, la Direzione Distrettuale Antimafia conferma la strategia di contrasto alla penetrazione economica delle cosche, che sempre più spesso cercano di mimetizzarsi dietro imprese apparentemente legali.

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Operazione “Farmabusiness”: ecco i nomi
Tommaso Patrizio Aprile (ai domiciliari)
Pasquale Barberio (ai domiciliari)
Santo Castagnino (in carcere)
Giuseppe Ciampà (in carcere)
Pasquale De Sole (ai domiciliari)
Donato Gallelli (ai domiciliari)
Domenico Grande Aracri (ai domiciliari)
Elisabetta Grande Aracri (in carcere)
Salvatore Grande Aracri, di 34 anni, (in carcere)
Salvatore Grande Aracri, detto “Sasà ‘o calamaro“, di 41 anni (in carcere)
Gaetano Le Rose, di 48 anni (in carcere)
Giuseppina Mauro, detta “Maria” (in carcere)
Pancrazio Opipari, detto “Ezio” (in carcere)
Salvatore Francesco Romano (in carcere)
Maurizio Sabato, alias “U cavaleri” (ai domiciliari)
Domenico Scozzafava (in carcere)
Raffaele Sisca (ai domiciliari)
Domenico Tallini (ai domiciliari)
Leonardo Villirillo (in carcere)
Risultano indagati
Giovanni Abramo; Serafina Brugnano; Paolo De Sole; Nicolino Grande Aracri; Gaetano Le Rose e Lorenzo Iiritano.
















