Operazione “Joker”: tre arresti per gli incendi a due attività commerciali di Lamezia Terme

Scoperti grazie alle telecamere e a un tatuaggio: in manette tre uomini del Lametino

LAMEZIA TERME (CZ), 24 OTT 2025 – È stata denominata “Joker” l’operazione che ha portato, alle prime luci dell’alba, all’arresto di tre uomini ritenuti responsabili di due incendi dolosi avvenuti nella notte del 17 maggio scorso ai danni di una pasticceria e di una barberia di Lamezia Terme.

I Carabinieri della Stazione di Lamezia Terme Sambiase, coordinati dalla Procura della Repubblica lametina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale locale nei confronti di tre soggetti di 29, 34 e 48 anni, residenti rispettivamente a Lamezia Terme, Falerna e Cropani. I tre sono gravemente indiziati di danneggiamento seguito da incendio in concorso.

Le indagini e il ruolo decisivo delle telecamere

Le indagini, condotte con tempestività subito dopo i fatti, si sono rivelate complesse ma efficaci grazie all’analisi di decine di filmati provenienti da impianti di videosorveglianza pubblici e privati. I Carabinieri hanno inoltre effettuato numerose perquisizioni domiciliari che hanno consentito di rinvenire e sequestrare indumenti coincidenti con quelli indossati dagli autori degli incendi.

A incastrare uno degli indagati è stato anche un dettaglio insolito: un tatuaggio raffigurante il volto del Joker, chiaramente visibile nei filmati e riconosciuto sul braccio dell’uomo durante le indagini. Proprio da questo particolare ha preso il nome l’operazione.

Rischio elevato per la pubblica incolumità

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le azioni dei tre arrestati avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi. In uno dei locali colpiti, infatti, era presente una bombola di gas che, se raggiunta dalle fiamme, avrebbe potuto provocare una violenta esplosione.

La Procura ha ritenuto necessario applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, motivandola con il rischio concreto di reiterazione del reato e con la pericolosità sociale degli indagati, giudicati “sprezzanti del pericolo per la pubblica incolumità”.

Un’indagine chiusa ma un processo ancora da celebrare

L’attività investigativa dei Carabinieri ha così consentito di “cristallizzare” le responsabilità dei presunti autori degli incendi, mettendo fine a un episodio che aveva destato forte allarme nella comunità lametina.

Si precisa che i procedimenti penali sono tuttora pendenti e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.