In queste ore, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e Reparti speciali sono impegnati nella provincia di Catanzaro ed in alcune località del nord italia in una vasta operazione per l’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per associazione di tipo mafioso ed altro nei confronti di 12 persone ritenute appartenenti a due contrapposte cosche di ‘ndrangheta attive nell’area montana della PreSila catanzarese. Sono contestualmente in corso numerose perquisizioni.
Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – di Catanzaro, guidata dal dott. Nicola Gratteri.
Ai sodali destinatari del fermo sono contestati una serie di reati nell’ambito di una vera e propria faida scaturita per la supremazia del controllo dell’area montana della provincia.
PRIME INDISCREZIONI
Operazione “Reventinum”: 12 fermi tra Calabria e nord Italia contro due cosche rivali
Maxi blitz dei Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro con il supporto di reparti speciali. Sono stati eseguiti 12 fermi nell’ambito dell’operazione Reventinum, che mira a colpire presunti esponenti di due cosche rivali della ’ndrangheta: gli Scalise e i Mezzatesta.
Le accuse, a vario titolo, riguardano associazione mafiosa, violenza privata e sequestro di persona. Alcune contestazioni sono legate al caso dell’avvocato Francesco Pagliuso, ucciso il 9 agosto 2016 a Lamezia Terme, in un presunto contesto di vendetta mafiosa per la sua vicinanza a Domenico Mezzatesta, ex vigile urbano condannato per il duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo nel 2013 a Decollatura.
I fermati
Pino Scalise (60), Luciano Scalise (40), Andrea Scalzo (37), Angelo Rotella (35), Vincenzo Mario Domanico (42),
Salvatore Domenico Mingoia (53), Cleo Bonacci (56), Eugenio Tomaino (54), Giuliano Roperti (49),
Ionela Tutuianu (41), Giovanni Mezzatesta (42), Livio Mezzatesta (39).
La cosca Scalise
Per il gruppo Scalise, il reato di associazione mafiosa è contestato a Pino e Luciano Scalise, considerati figure apicali, e a Domanico, Scalzo, Rotella, Mingoia e Bonacci. Gli investigatori collegano l’indagine a una lunga faida iniziata nel 2013, culminata negli omicidi di Daniele Scalise, Luigi Domenico Aiello, Pagliuso e Gregorio Mezzatesta.
La cosca Mezzatesta
Per il gruppo Mezzatesta, sono indagati per associazione mafiosa Giovanni e Livio Mezzatesta, Tomaino, Roperti e Tutuianu. A Giovanni e Livio Mezzatesta, insieme a Roperti, viene attribuito un ruolo direttivo sotto la guida dei già detenuti Domenico e Giovanni Mezzatesta.
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‘NDRANGHETA: TUTTI I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE REVENTINUM
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