“Vulture”, furti e rapine in Calabria: ecco i dettagli e le interviste

“Vulture”: sgominati due gruppi criminali tra Calabria e Campania, eseguite 19 misure cautelari nei confronti di due gruppi criminali dediti alle rapine in abitazione ed ai furti in esercizi commerciali

All’alba di oggi, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza, supportati dai colleghi di Catanzaro, Napoli e Venezia, hanno eseguito 19 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di due distinte organizzazioni criminali attive tra Calabria e Campania, responsabili di furti e rapine. Le operazioni hanno interessato le città di Cosenza, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme, Spinea, Castrovillari, Catanzaro, Vibo Valentia e Napoli.

Le indagini, avviate nell’ottobre 2017 e denominate “Vulture” (“Avvoltoi”), hanno preso le mosse dai numerosi episodi di reati predatori registrati nella Valle del Crati e nelle aree industriali di Montalto Uffugo e Rende, coordinati dalla Compagnia di Rende. L’attività investigativa ha permesso di identificare due gruppi criminali, in gran parte costituiti da cittadini di nazionalità rumena, moldava e italiana, dediti a furti in attività commerciali e rapine in abitazione.

Il primo gruppo è accusato di associazione per delinquere finalizzata ai furti in attività commerciali. Sono stati documentati 38 episodi tra Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Lamezia Terme e altre località, per un danno complessivo stimato di circa 700.000 euro. Gli obiettivi comprendevano bar, tabaccherie, sale giochi, distributori di carburante, supermercati, concessionarie e aziende di diversi settori.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione era strutturata nei minimi dettagli: dalla selezione degli obiettivi alla scelta dei percorsi, dalla suddivisione dei ruoli tra ladri, “pali” e autisti, all’uso di autovetture staffetta e alla ricettazione della refurtiva. La distribuzione dei proventi includeva anche sostegno economico ai membri del gruppo in caso di arresto.

Il gruppo utilizzava un gergo criptico: con termini come “ragazze” per chi compiva i furti, “andare in guerra” per indicare l’azione delittuosa, “abiti puliti” per il cambio d’indumenti, “puttane” per le auto e “ratti neri” per le forze dell’ordine. Nel corso delle indagini, sono stati recuperati beni rubati, sequestrate tre autovetture e numerosi strumenti da scasso, oltre a documentare altre violazioni, tra cui evasioni, ricettazioni e resistenze a pubblico ufficiale.

Il secondo gruppo, attivo tra Napoli e Corigliano-Rossano, è accusato di rapina e tentato furto in abitazione. Gli episodi risalgono a giugno 2018 a Lattarico (CS) e coinvolgono villette isolate. I malviventi agivano in pieno giorno, qualificandosi come carabinieri, immobilizzando le vittime con cacciaviti e rovistando nell’abitazione. In un caso, il colpo si è concluso con il furto di numerosi monili in oro, mentre in un tentativo precedente i ladri erano fuggiti per la presenza di una sirena nelle vicinanze.

Le indagini proseguono per verificare eventuali analogie con altri episodi simili nella Sibaritide, al fine di ricostruire completamente l’operatività dei due gruppi criminali.