Operazione “Zona Franca”: marijuana e cocaina, questo il business (VIDEO)

Operazione “Zona Franca”: smantellata una rete di spaccio e criminalità organizzata nella piana lametina

LAMEZIA TERME (CZ), 16 MAG 2018 – Nelle prime ore di questa mattina, un imponente blitz dei Carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, supportati dal Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, dal personale della Compagnia di Intervento Operativo del Battaglione Calabria e da unità cinofile, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto indagati.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica, prevede due misure in carcere e sei agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti, detenzione e uso di ordigni esplosivi, detenzione illegale di armi e furto aggravato.

L’indagine: anni di intercettazioni e appostamenti

L’operazione trae origine da una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo e dalla Compagnia di Lamezia Terme tra maggio 2017 e gennaio 2018. Le indagini hanno permesso di documentare l’esistenza di una vera e propria piazza di spaccio, punto di riferimento per decine di tossicodipendenti della zona, con traffici di marijuana e cocaina.

Il ruolo chiave nel gruppo criminale era ricoperto da Gigliotti Mario, detto “Faina”, responsabile sia della vendita al dettaglio sia della distribuzione di quantitativi più consistenti, poi gestiti dai complici organizzati nei minimi dettagli. In particolare: Guzel Oguz e Nicotera Pierfrancesco si occupavano della marijuana. Mascaro Giancarlo e Gigliotti Luigi gestivano la cocaina.

Le indagini hanno previsto intercettazioni telefoniche, servizi di appostamento e riascolti che hanno documentato incontri quotidiani tra gli indagati, con il codice di comunicazione “ci vediamo per una birretta” come parola d’ordine per organizzare le cessioni.

Operazione Zona Franca: le intercettazioni

Un quadro criminale sempre più grave

Le attività investigative hanno rivelato una pericolosa escalation: gli indagati erano in possesso di armi da fuoco e ordigni esplosivi. In casa di Fiorenza Naiden è stato trovato un vero e proprio “libro mastro” contenente nomi dei collaboratori e dettagli dei traffici.

Fiorenza, sotto pressione delle indagini, incaricava il suo braccio destro, Stranieri Ottavio, di far esplodere un ordigno rudimentale vicino alla caserma di Pianopoli come atto intimidatorio, per poi sparire temporaneamente. Successivamente, Stranieri e Fiorenza venivano arrestati per detenzione di armi e pianificazione di atti criminosi, compresa la preparazione di un omicidio sventato dai Carabinieri.

Sequestro di beni: la vicenda della “New All Car”

Parallelamente all’attività antimafia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo riguardante l’autocarrozzeria “New All Car”, riconducibile a pregiudicati legati alla cosca di ‘ndrangheta “Giampà”.

I fratelli Luigi, Luciano e Franco Trovato, con precedenti per traffico di stupefacenti, ricettazione, rapina e usura, avevano fittiziamente intestato la società ad altri soggetti, continuando a gestirla di fatto. L’attività era una derivazione e prosecuzione della precedente società ALL CAR Srl, già sequestrata nel 2013 dalla Guardia di Finanza per reati connessi alla ‘ndrangheta.

Gli approfondimenti hanno rivelato che la moglie di uno dei fratelli, Cimino Monica, aveva costituito la “New All Car Srl” utilizzando lo stesso complesso aziendale e lo stesso capitale sociale, per eludere le misure di prevenzione.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo è stimato in circa 350.000 euro. I fratelli Trovato e Cimino Monica risultano indagati per interposizione fittizia ai sensi dell’art. 512 bis c.p.

Operazione Zona Franca: le foto degli indagati