Ciciliano: “Serve un’azione coordinata per restituire dignità alle periferie di Catanzaro”
CATANZARO, 24 OTT 2025 – Lo Stato torna a farsi sentire nelle periferie più degradate del capoluogo calabrese. Il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha visitato alcune delle aree più problematiche di Catanzaro, accompagnato dal sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e dal prefetto Castrese De Rosa. Il sopralluogo ha interessato Viale Isonzo, Via Teano, il quartiere Aranceto e Via Lucrezia della Valle, zone segnate da degrado urbano, precarietà abitativa e tensioni sociali che in alcuni casi assumono tratti di vera emergenza.
Dopo l’ispezione, la delegazione ha partecipato a una riunione in Prefettura, cui hanno preso parte anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, il presidente della Provincia, Amedeo Mormile, e l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Calabrese.
Un piano tra urgenze e strategie a lungo termine
Al centro del confronto, la definizione di un percorso condiviso per restituire sicurezza e vivibilità ai quartieri più fragili della città. Un primo intervento immediato è previsto nell’area di Via Lucrezia della Valle, dove saranno avviati sgomberi, demolizioni e bonifiche, mentre per Viale Isonzo e Via Teano, contesti più complessi anche per la presenza di nuclei legati alla criminalità, si prospetta un piano d’azione a più lungo termine, con la possibilità di ricorrere a poteri straordinari o commissariali.
Il prefetto De Rosa ha annunciato che l’Aterp si sta già muovendo per reperire alloggi alternativi alle famiglie che dovranno lasciare le strutture fatiscenti di Via Lucrezia della Valle, sottolineando l’urgenza di recintare le aree sgomberate per evitare nuove occupazioni abusive.
Ciciliano: “Serve un’analisi puntuale del fenomeno”
Durante la conferenza in Prefettura, Ciciliano ha ribadito la necessità di una valutazione approfondita e condivisa tra istituzioni nazionali e locali: “Bisogna capire e analizzare in maniera precisa le dimensioni del fenomeno – ha dichiarato – accertare quante persone vivono in questi insediamenti, chi lo fa in modo regolare e chi no. Senza questo quadro conoscitivo è impossibile avviare qualsiasi iniziativa efficace.”
Il capo della Protezione civile ha poi ricordato che ogni piano di riqualificazione deve poggiare prima di tutto sul ripristino della legalità: “Non ci può essere alcuna rinascita se non si ristabiliscono prima le regole basilari della convivenza civile.”
Ferro e Occhiuto: “Gioco di squadra, ma percorso complesso”
Il sottosegretario Wanda Ferro ha richiamato l’importanza di un lavoro coordinato tra Stato e istituzioni locali, con un censimento accurato della popolazione e l’individuazione delle risorse economiche necessarie: “Le soluzioni dovranno essere diverse per ogni quartiere, ma serve unità di intenti per affrontare una realtà difficile.”
Il presidente Roberto Occhiuto ha proposto di replicare il modello d’intervento già avviato per il campo rom di Lamezia Terme, sottolineando la disponibilità della Regione a collaborare: “Partiremo da Via Lucrezia della Valle, ma serviranno interventi mirati anche per Viale Isonzo, dove la situazione è ancora più delicata.”
Tra promesse e difficoltà
Il sopralluogo di oggi rappresenta un passaggio importante, ma non risolutivo. Le criticità emerse richiedono tempi lunghi, risorse ingenti e continuità istituzionale che, in passato, spesso sono mancate.
Nonostante la volontà di collaborazione emersa tra i diversi livelli di governo, restano incognite concrete: la gestione degli sgomberi, l’assistenza alle famiglie, la sicurezza dei quartieri e la sostenibilità economica degli interventi.
Per ora, Catanzaro attende che le parole si traducano in fatti. Le periferie restano un banco di prova per la credibilità delle istituzioni — e per la capacità dello Stato di riportare davvero legalità e dignità dove, da troppo tempo, prevalgono abbandono e rassegnazione.


















