Il Ponte Morandi si accende: luce tricolore su un capolavoro dell’ingegneria italiana

Ponte Morandi, viadotto Bisantis SS280 Catanzaro
Ponte Morandi, viadotto Bisantis SS280 Catanzaro

Il Ponte Morandi si accende: luce tricolore su un capolavoro dell’ingegneria italiana

Si è acceso di nuova luce uno dei simboli più potenti di Catanzaro. Nei giorni scorsi Anas, in collaborazione con il Comune, ha inaugurato la nuova illuminazione artistica del Viadotto Bisantis, meglio conosciuto come Ponte Morandi, tingendolo dei colori della bandiera italiana in occasione del passaggio del tedoforo olimpico in città. Un evento simbolico che ha riportato l’attenzione su un’opera straordinaria, capace ancora oggi di raccontare una storia di ingegno, coraggio e visione.

L’illuminazione non è soltanto un intervento estetico: rientra nel più ampio impegno di Anas per la valorizzazione degli ambiti urbani e delle infrastrutture identitarie del Paese. E il Ponte Morandi, con la sua arcata imponente che domina la valle della Fiumarella, è molto più di un collegamento stradale: è un’icona dell’ingegneria italiana del Novecento.

Un capolavoro di Riccardo Morandi

Progettato dall’ingegner Riccardo Morandi, uno dei massimi protagonisti dell’ingegneria strutturale mondiale, il Viadotto Bisantis è il ponte ad arco unico in calcestruzzo armato più importante d’Italia per luce, altezza e lunghezza. Un’opera ardita e innovativa, che ancora oggi stupisce per eleganza formale e audacia tecnica.

Ufficialmente denominato Viadotto Bisantis, ma noto anche come Ponte Morandi, Viadotto sulla Fiumarella o, in dialetto, “U ponta ’e Catanzaru”, il ponte collega il centro storico con la Strada Statale 280 “dei Due Mari” e con i quartieri Mater Domini e Gagliano, superando con un solo slancio una delle vallate più profonde della città.

Dall’idea alla realizzazione

La sua storia affonda le radici negli anni Cinquanta, quando l’Amministrazione provinciale di Catanzaro decise di dotare la città di un nuovo accesso dal versante occidentale. Nel 1958, in pieno boom economico, il presidente Aldo Ferrara affidò alla So.Ge.Ne di Roma la costruzione dell’opera, con un investimento di circa due miliardi di lire, in parte finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno.

Morandi, rompendo con le soluzioni tradizionali, scartò l’ipotesi dei tre archi e progettò un’unica, gigantesca arcata in calcestruzzo armato, evitando piloni centrali per ragioni sia economiche sia geologiche. Una scelta audace, che si rivelò vincente.

Il ponte venne inaugurato nel 1962, dopo appena tre anni di lavori, al termine di una prova di carico che attirò una folla incredula. Da quel momento divenne il simbolo di Catanzaro, celebrato anche dal cinema italiano e protagonista della trasformazione urbana della città.

Un’opera da record

Al momento della sua realizzazione, il Ponte Morandi era il secondo ponte ad arco singolo in calcestruzzo armato al mondo per ampiezza della luce, subito dopo il Sandöbron svedese. Ancora oggi detiene un primato assoluto: è l’unico ponte in Italia a essere primo per luce, altezza e lunghezza nella sua categoria.

La sua costruzione richiese una centina da record, la più grande mai realizzata fino ad allora: alta oltre 120 metri, capace di resistere a venti superiori ai 140 km/h, assemblata con 450 chilometri di tubi d’acciaio e 245 mila giunti. Quando la centina venne smontata, l’arco si abbassò meno del previsto: fu la prima volta nella storia che un arco di tali dimensioni non crollò al disarmo.

Monumento vivo della città

Nel corso degli anni il ponte ha continuato a essere celebrato: dall’illuminazione dell’arco nel 2001, alla dedica a Fausto Bisantis nel 2002, fino al 50° anniversario nel 2012, accompagnato da mostre, convegni e persino uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane.

Oggi il Viadotto Bisantis è un nodo viario fondamentale che collega tutti i versanti della città, ma è anche un monumento vivo, capace di raccontare la forza dell’ingegneria italiana e l’identità di Catanzaro.

Una luce che racconta una storia

La nuova illuminazione artistica restituisce al Ponte Morandi il ruolo che gli spetta: non solo infrastruttura, ma simbolo culturale e visivo, immagine iconica di una città e di un Paese che, attraverso opere come questa, hanno saputo unire funzionalità, bellezza e innovazione. Oggi, illuminato nel tricolore, il ponte torna a parlare al presente, ricordando a tutti da dove veniamo e quanto lontano possiamo arrivare.