
Il Premio Muricello 2025 si conclude a Lamezia Terme con la presentazione di una testimonianza potente: il libro “Oltre la paura”, che dà voce ai figli delle vittime di femminicidio e trasforma il dolore in impegno civile
Il Premio Muricello chiude la sua tredicesima edizione affidandosi alla forza della testimonianza, scegliendo come atto conclusivo la presentazione del libro “Oltre la paura. Maria Elisabeth una figlia di femminicidio”, scritto dalla giornalista Letizia Varano e pubblicato da Iod Edizioni, ospitata a Lamezia Terme.
Un racconto che scava nel cuore di una delle ferite più profonde della società: quella degli orfani speciali, i figli che perdono la madre per femminicidio e il padre per mano della giustizia. A dialogare sul palco, guidate dalle domande della giornalista Tiziana Bagnato, sono state l’autrice e Maria Elisabeth Rosanò, sociologa e protagonista del libro, la cui storia personale è segnata dall’uccisione della madre da parte del padre.
Con parole limpide e senza reticenze, Maria Elisabeth ha attraversato il proprio passato, raccontando un’infanzia spezzata dalla violenza, gli anni trascorsi in casa famiglia con i fratelli, il peso delle domande senza risposta, l’isolamento e, infine, l’approdo a una famiglia adottiva capace di offrire protezione e futuro.
Oggi quella bambina è diventata una donna che ha scelto di trasformare il trauma in responsabilità, impegnandosi attivamente per i figli delle vittime di femminicidio e nella lotta contro la violenza di genere, dando voce a chi spesso resta invisibile.
La sua storia prende forma sulla pagina grazie al lavoro di Letizia Varano, che ha raccolto memorie, frammenti di vita e testimonianze, custodendoli e restituendoli al pubblico come denuncia, monito e occasione di riflessione collettiva.
Nel corso dell’incontro, Antonio Chieffallo, presidente dell’Associazione Muricello, ha ricordato come il Premio Muricello abbia scelto nel tempo di affrontare temi complessi e scomodi, privilegiando narrazioni autentiche e testimonianze dirette.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dall’assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme, Annalisa Spinelli, che ha sottolineato il valore del libro e la figura di Maria Elisabeth, capace di unire il rigore della sociologia alla determinazione di chi ha saputo rialzarsi e agire affinché non esistano più bambine costrette a vivere la sua stessa storia.
All’iniziativa ha preso parte anche il Movimento delle Agende Rosse – provincia di Catanzaro: la coordinatrice Silvia Camerino ha letto un testo dedicato alla barbarie della violenza di genere, contribuendo a un momento di forte intensità emotiva.
Ad aprire l’evento, il cortometraggio della Compagnia Teatrale BA17, per la regia di Angelica Artemisia Pedatella, presentato da Silvana Esposito, che ha introdotto il pubblico in un clima di ascolto, memoria e consapevolezza.

















