Presentato il rapporto di Libera su presenza di mafie e corruzione in Calabria (VIDEO)

Calabria, il report di Libera: “Mafie e corruzione ancora pervasive, ma cresce l’impegno civile”

Una Calabria che conosce bene il peso di mafia e corruzione, ma che allo stesso tempo partecipa sempre di più alle iniziative per contrastarle. È il quadro che emerge dall’indagine LiberaIdee, presentata questa mattina all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro da don Ennio Stamile e Umberto Ferrari.
La ricerca accompagnerà la carovana “Idee in Viaggio”, in programma dal 18 al 25 gennaio in tutte le province calabresi.


Politica: disillusione, ma non disinteresse informativo

Il dato politico più evidente è la crisi delle categorie tradizionali: il 48,6% dei calabresi non si riconosce più nell’asse destra–sinistra, soprattutto tra i giovani. Segue l’area centro-sinistra (39,3%).

La partecipazione attiva è però bassa: solo il 13,8% dichiara un impegno diretto, mentre il 50,7% segue la politica ma non partecipa. Preoccupa il 22,3% che parla di disinteresse o disgusto verso la sfera pubblica.

Sul fronte sociale, uno su due non è iscritto ad associazioni. Tra chi lo è, prevalgono gruppi civici (32,7%), di volontariato (27,4%) e culturali (25,9%).
Nota positiva: l’attenzione alla cultura della legalità. Il 27% partecipa stabilmente ad attività antimafia e il 61,9% lo fa saltuariamente — dati superiori alla media nazionale.


Mafia: percezione alta, paura concreta

Per tre intervistati su quattro, la mafia è un fenomeno globale, e non confinato al Sud. La percezione della sua pericolosità è altissima: 76,4% contro il 38% nazionale.

Le attività più riconosciute alle organizzazioni mafiose in Calabria sono:

  • Traffico di droga (63,3%)
  • Estorsioni (55,4%) — più del doppio rispetto al dato italiano
  • Compravendita di voti (22,5%)

Il ruolo della famiglia e del contesto resta decisivo nel reclutamento. E la ricerca di prestigio e potere emerge con una forza superiore rispetto al resto d’Italia.

Importante anche il valore attribuito alla memoria delle vittime: oltre che guida educativa, in Calabria assume un significato di riscatto del Sud — il doppio rispetto al dato nazionale.


Beni confiscati: conoscenza e buone pratiche

Tre calabresi su quattro sanno che i beni confiscati vengono riutilizzati per scopi sociali o istituzionali.
Il 63,4% conosce progetti attivi sul territorio — un dato quasi doppio rispetto alla media italiana. Segnale di una rete sociale attenta e informata.


Mafie straniere e migrazioni

Solo due su cinque riconoscono la presenza in Calabria di mafie straniere con strutture simili alle italiane, dato più basso rispetto al campione nazionale.
Sul tema migrazioni irregolari, oltre metà degli intervistati indica le mafie tradizionali italiane come protagoniste principali del business.


Corruzione: un fenomeno “quotidiano”

È sulla corruzione che emerge uno dei segnali più duri: 93,6% la ritiene diffusa, contro il 73,4% nazionale.
Quasi un calabrese su due dice di conoscere personalmente episodi di tangenti o scambi di favori — contro il 30,5% del resto d’Italia.

Perché non si denuncia? Prevalgono:

  • Paura delle ritorsioni
  • Sfiducia nelle istituzioni
  • Rassegnazione

Come reagire? Il voto “onesto” al centro

Gli intervistati indicano quattro strade per contrastare il fenomeno:

  • Denunciare
  • Rifiutare pratiche corruttive
  • Votare candidati onesti
  • Boicottare aziende coinvolte in scandali

In Calabria, in particolare, il voto pulito viene percepito come uno strumento centrale nella lotta alla corruzione.


Una regione che riconosce i problemi — e sceglie di affrontarli

Il report restituisce una Calabria consapevole della presenza invasiva di mafie e corruzione, ma anche più attiva della media italiana nel contrasto sociale e culturale a questi fenomeni. Un territorio che non si limita a guardare, ma che sta costruendo — lentamente e con fatica — una nuova identità civica fondata su partecipazione, legalità e trasparenza.