Processo Hydra: i pm parlano di un contesto mafioso “né più né meno della Calabria”
La Lombardia dei clan: Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta in azione
Una maxi udienza che ha acceso i riflettori sulla Lombardia come mai prima d’ora. Al centro del dibattito, il processo Hydra, nato dall’inchiesta del ottobre 2023, che ha svelato la presunta alleanza tra Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta con arresti e perquisizioni tra Milano e altre province italiane.
Secondo i pm della Dda milanese, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, il capoluogo lombardo mostra un “contesto mafioso simile a quello calabrese”, un paragone forte che sottolinea come le organizzazioni criminali possano operare lontano dalle loro regioni d’origine, infiltrandosi nei settori economici più strategici.
Tra i 146 imputati, 77 hanno scelto il rito abbreviato, 59 quello ordinario e il resto punta al patteggiamento. L’aula bunker ha ospitato le prime fasi della requisitoria, con i magistrati che hanno ricostruito le indagini e presentato le prove delle varie posizioni. La conclusione con le richieste di condanna è attesa nelle prossime udienze, mentre le difese parleranno il 17 e il 28 novembre.
Il filone milanese dell’inchiesta ha portato all’attenzione figure legate direttamente alle mafie storiche. Tra loro, Giuseppe Fidanzati, figlio del boss di Cosa nostra Gaetano Fidanzati, e i fratelli Bernardo, Domenico e Michele Pace, riconducibili al mandamento della provincia di Trapani guidato da Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro. Parrino è attualmente in udienza preliminare.
Le indagini hanno messo in luce come le tre organizzazioni non si limitino a estorcere, ma cerchino anche di infiltrarsi nell’economia lombarda, dalla sanità all’edilizia, passando per la logistica e la politica. Nei mesi scorsi, la scorta dei magistrati coinvolti, tra cui il procuratore Marcello Viola, era stata rafforzata per minacce legate proprio a queste indagini.
Milano come la Calabria: un campanello d’allarme sull’espansione delle mafie nel Nord Italia, dove la città sotto la Madonnina potrebbe diventare un laboratorio della criminalità organizzata italiana.


















