Cosca Alvaro sotto indagine: il ruolo del sindaco e degli imprenditori (VIDEO)

Arresti e fermi per la cosca Alvaro, infiltrazioni tra comuni e imprese

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione condotta dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina. L’inchiesta riguarda esponenti della cosca ALVARO di Sinopoli, accusati di associazione mafiosa, estorsione, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante del metodo e delle finalità mafiose.

Secondo quanto trapela dalle prime ricostruzioni investigative, le indagini condotte dai Carabinieri hanno messo in luce la capacità della cosca di infiltrarsi in enti pubblici e amministrazioni locali, influenzandone le scelte e assicurandosi illecitamente appalti e finanziamenti pubblici. Gli investigatori hanno sottolineato come il clan, tra i più agguerriti del mandamento tirrenico reggino, fosse in grado di esercitare un controllo capillare sul territorio, condizionando attività economiche e scelte amministrative.

Un elemento di grande rilievo dell’operazione riguarda l’arresto di un sindaco di un comune aspromontano, ritenuto dagli inquirenti vicino agli interessi della cosca e accusato di aver agevolato le attività criminali degli affiliati. Parallelamente, sono stati fermati due imprenditori, coinvolti nel sistema di appalti e forniture legato agli interessi della ‘ndrangheta. La loro posizione è al momento al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando l’estensione delle responsabilità nel contesto delle attività illecite del clan.

Al momento i dettagli dell’operazione sono ancora parziali, ma è prevista una conferenza stampa alle 10.30 presso il Comando Provinciale Carabinieri, durante la quale il Procuratore di Reggio Calabria fornirà ulteriori chiarimenti sull’indagine, sulle modalità del fermo e sull’identità completa degli indagati.

L’operazione di oggi rappresenta un colpo significativo alla cosca Alvaro, evidenziando come la ‘ndrangheta continui a permeare non solo il tessuto criminale, ma anche quello istituzionale ed economico della provincia reggina, confermando la necessità di indagini approfondite per smantellare le reti mafiose che da anni operano sul territorio.