Reggio Calabria, sequestrate 250 tonnellate di pellet non sicuro

Guardia di Finanza Reggio Calabria
Guardia di Finanza Reggio Calabria

Maxi operazione della Guardia di Finanza tra Reggio Calabria e Otranto (LE): individuata una filiera di vendita di pellet di origine turca con marchio di qualità ENplus A1 contraffatto e privo delle informazioni obbligatorie. Oltre 250 tonnellate di prodotto sequestrate e due imprenditori denunciati per frode in commercio e vendita di merce con segni falsi

Oltre 250 tonnellate di pellet non sicuro sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza al termine di una complessa attività investigativa coordinata dai militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Comando Provinciale di Lecce. L’operazione, finalizzata a contrastare le frodi commerciali, ha portato alla scoperta di una filiera di distribuzione di pellet di origine turca ritenuto non conforme agli standard qualitativi nazionali e potenzialmente dannoso per l’ambiente e per la salute dei consumatori.

Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro e della Compagnia di Otranto (LE), che hanno ricostruito il percorso commerciale del combustibile destinato al mercato italiano. Il prodotto veniva immesso nella rete di vendita nonostante presentasse gravi irregolarità: oltre a risultare scaduto da diversi anni, sui sacchi mancavano le informazioni obbligatorie per il consumatore e non era indicato il soggetto importatore responsabile della commercializzazione.

A insospettire gli investigatori è stato anche l’utilizzo del marchio di certificazione ENplus A1, garanzia riconosciuta a livello internazionale che attesta la qualità del pellet e il rispetto dei controlli lungo tutta la filiera produttiva. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il marchio riportato sulle confezioni sarebbe stato contraffatto, inducendo i consumatori a ritenere il prodotto conforme agli standard previsti.

Il sequestro dell’ingente quantitativo di combustibile ha consentito di interrompere la diffusione sul mercato di un prodotto ritenuto irregolare e potenzialmente dannoso, tutelando sia la sicurezza dei cittadini sia la correttezza delle dinamiche commerciali.

Al termine dell’operazione, due imprenditori, uno calabrese e l’altro salentino, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria con l’accusa di frode in commercio e introduzione e vendita di prodotti con segni falsi. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità lungo la catena di distribuzione del prodotto.