Nella giornata del 31 gennaio scorso, i Carabinieri della Stazione di Reggio Calabria Principale, appartenenti alla Compagnia di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani del posto, M.C. (classe 1999) e C.S. (classe 1997), emessa il 30 gennaio dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria.
L’operazione è giunta al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e del Sostituto Procuratore Domenico Cappelleri.
I due indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, dei reati di tentata rapina aggravata, lesioni personali e furto con destrezza, tutti aggravati e commessi nel centro cittadino tra giugno e agosto del 2019.
Le indagini dei militari dell’Arma hanno permesso di ricostruire tre distinti episodi:
- Il primo, avvenuto il 10 giugno 2019 in via Palamolla, ha visto i due giovani – insieme a un terzo complice non ancora identificato – impossessarsi con destrezza dello smartphone di un ragazzo ventenne, B.F., dopo averlo avvicinato con il pretesto di vendere marijuana.
- Il secondo episodio, del 22 agosto 2019, in via San Paolo, riguarda un tentativo di rapina ai danni di due giovani, T.S. e T.A., minacciati con un’asta di ferro. Ne è scaturita una colluttazione, al termine della quale le vittime hanno riportato lesioni aggravate.
- Il terzo fatto, datato 4 agosto 2019, vede coinvolto in particolare C.S., accusato di aver tentato di strappare la borsa a una donna di 77 anni, P.G., facendola cadere e trascinandola per alcuni metri lungo corso Garibaldi.
Le indagini, protrattesi per diversi mesi, si sono basate su testimonianze, analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e confronto incrociato delle informazioni raccolte nel corso delle tre denunce, consentendo di individuare con certezza i presunti autori.
Al termine delle formalità di rito, M.C. e C.S. sono stati tradotti presso la casa circondariale “G. Panzera” di Arghillà, dove rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
















