La violenza contro le donne al centro dell’incontro in Piazza San Marco: testimonianze, cultura e un appello collettivo alla responsabilità sociale
Reggio Calabria ha trasformato Piazza San Marco in un luogo di impegno civico dedicato al tema della violenza contro le donne, con una cerimonia che ha intrecciato voci, esperienze e riflessioni attorno alla panchina rossa simbolo della lotta ai femminicidi. In occasione della Giornata internazionale del 25 novembre, rappresentanti del mondo culturale, associativo e territoriale hanno animato un incontro sentito e partecipato, volto a dare spazio non solo al ricordo, ma anche a nuove forme di tutela e consapevolezza.
La presenza dell’Avv. Eliana Carbone, Opinionista Culturale calabrese, della poetessa Mimma Scibilia, della Prof.ssa Federica Gallo (presidente Fidapa Morgana) e del Dott. Antonino Ferrara (Comitato di quartiere Reggio Campi, Villini Svizzeri, Trabocchetto) ha reso il confronto un piccolo mosaico di competenze e sensibilità diverse, unite dal medesimo obiettivo: costruire una comunità capace di proteggere.
L’avvocatessa Carbone ha richiamato l’attenzione sulle risorse già attive per chi subisce violenze di genere, ricordando la crescita di associazioni, centri antiviolenza e strumenti digitali come l’app e il sito collegati al 1522, il numero nazionale gratuito che opera senza interruzioni per fornire sostegno e orientamento. Il messaggio, netto: le donne non devono sentirsi sole nella paura.
La voce poetica di Mimma Scibilia ha poi attraversato la piazza con un brano tratto dal suo libro “Da verso a verso”. I suoi versi hanno evocato immagini forti — “statue di sale insanguinate”, “brutalità senza fine” — per trasformarsi in un desiderio collettivo: un mondo in cui identità e dignità non siano negate dalla violenza ma custodite come un bene comune.
La Prof.ssa Federica Gallo ha ampliato lo sguardo, insistendo sull’urgenza educativa. La prevenzione della violenza sulle donne, ha spiegato, passa attraverso una cultura del rispetto che deve essere insegnata ai più giovani, coltivata dalle associazioni e sostenuta da una rete reale di collaborazione. Il primo passo, ha detto, è l’ascolto: “Chi chiede aiuto non può essere lasciato senza risposta”.
Il Dott. Antonino Ferrara ha evidenziato come la diffusione di questi messaggi tra le nuove generazioni sia fondamentale per ridurre futuri comportamenti violenti, ricordando che la sensibilizzazione non è un gesto simbolico, ma un investimento concreto nel tessuto sociale.
L’incontro si è concluso con le parole dell’Opinionista Eliana Carbone, che ha definito l’iniziativa “un momento necessario di confronto culturale e sociale”, capace di mostrare la forza vitale di una città che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.


















